Vita o Morte

Vita o Morte

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Conviene ascoltare la breve videoconferenza di Alessanro Barbero durante la quarantena, che spiega che la globalizzazione non e’ un fenomeno nuovo: nella seconda meta’  dell’ 800 il mondo, quello occidentale, era gia’ globalizzato, tanto che si parlava di un continente unito dove presto le frontiere sarebbero state superflue. Unito dal progetto coloniale col quale si erano spartiti mezzo mondo. Le cose andarono diversamente e alla frontiere vennero sostituite le trincee, con le conseguenze che sappiamo.

Siamo in un quadro simile? Alcune cose lo farebbero pensare. Prima di tutto le inconciliabili demagogie delle destre europee. Perche’ se in Italia la destra vocifera contro l’ Europa e i Paesi del nord con toni belligeranti, i falchi euorpei, per tenere a bada una destra crescente, che a parte la bandiera pretestuosa dell’ anti-immigrazione, ha come argomento forte: “Non pagheremo i debiti delle cicale del sud Europa…”. Due posizioni inconciliabili, che si nutrono entrambe della incapacit’a dei governi neoliberisti europei di portare risposte ai problemi delle proprie societa. Posizioni in crescita in ogni paese europeo, che rischiano di creare il terreno per uno scontro senza prigionieri. La demagogia allarga la linea di frattura, e gia’  fa emergere contenuti di natura cultural-razziale, il fertilizzante supremo del conflitto. Deja vu?

A fronte di cio’ ci sono i governi nazionali, sempre piu’  inscindibili dai poteri economici, tanto che anche le misure di emergenza del Covid vengono negoziate, e pesantemente influenzate dall’apparato industriale/finanziario. Col problema di non inimicarsi i poteri economic locali, regionali e mndiali, le misure che escono dai palazzi sono nel migliore dei casi ininfluenti, nel peggiore contribuiscono enormemente a creare le condizioni per le sperequazioni sociali ormai dominanti. Ed ognuna di queste mosse al ribasso aumenta miserie, e con quelle il consenso verso le destre, in un circolo vizioso che sembra incontrastato. Perch’e meno distribuzione significa anche meno educazione, meno teste pensanti, meno idee: basta vedere i giornali della destra italiana e i loro titoloni per capire a chi si rivolgono.  E funziona, purtroppo.

Solo un fronte progressista, capace di rilanciare un modello di societa’ re-distributiva, centrata sui bisogni, con la piena occupazione, non la crescita, al centro delle politiche, potrebbe, anche se con fatica, opporsi a questo stato di cose. Ma non se ne vede traccia. Le social democrazie europee, appiattite sul modello dei democratici USA, non si oppongono, anzi sono i paladini di ancora piú liberalismo. Per il resto si pratica quello che si puo’  definire “micromanagement”  un termine con cui si definisce chi invece di occuparsi delle cose sostanziali si dedica alle quisquiglie, ai particolari senza troppa influenza. La solidarieta’  ai migranti, senza un piano coerente per gestire le migrazioni, i riaggiustamenti economici, senza un piano sostanziale per levare terreno alla rendita finanziaria, vera nemica dell’occupazione e della giustizia sociale, l’ecologia spicciola senza impegnarsi in scelte sostanziali sulle fonti di energia, etc. etc. etc.

Se i piccoli progetti sono sostanziali per la partecipazione della gente, purtroppo lasciano il tempo che trovano quando manca un disegno nel quale si possano iscrivere per poter esercitare un potere di cambiamento. Piccole realta’  crescono, ma non attorno a un progetto, e si avvoltolano su se stesse, spesso sfilacciandosi, o dando luogo a microrealta’ autodifensive e incapaci di rapportarsi con l’ esterno.

Che fare? La situazione COVID e’ unica: mai i governi hanno avuto tanto potere di decidere della vita dei cittadini, mai hanno potuto agire senza il minimo rischio di dissenso. Misure che avrebbero portato in piazza migliaia di persone passano senza colpo ferire, mentre chiusi nelle case si puo’  solo digrignare i denti e mandare accidenti. Forse era proprio questo il progetto di bioweapon di cui si e’ tanto parlato? Quando Bill Gates e altri si sono riuniti a discutere di una possibile pandemia di corona virus, in ottobre, forse non discutevano di come colpire Cina, Iran, Italia etc., ma con lungimiranza immaginavano un nuovo sistema di governo, o dittatura totale. Viene da pensarlo ora che in strada ci sono militari e droni, e che il controllo totale si instaura giorno per giorno. Come si tornera’ indietro da tutto questo?

Un progetto progressista, per dirla in maniera blanda e non ideologica, dovrebbe cominciare a pensare in grande. Perche’ si tratta di scongiurare il progetto di scontro inconciliabile delle destre, e quello si sa gia’ dove puo’  portare, e i governi neoliberisti, di destra, di centro o di sinistra (si fa per dire) non hanno ricette per gestire tale scontro, la storia ce lo insegna. Si tratta di ripistinare il controllo civile, in modo organizzato, non centrifugo o spezzettato in richieste frammentate.

Questo non vuol dire scaricare i tanti piccoli esperimenti e sforzi che si fanno qua e la per sperimentare qualcosa di diverso. Ma i tempi richiedono di uscire dalle micro-logiche: non bastera’ riciclare la plastica a Mondovi’, fare delle cucine popolari a Rozzano, e via dicendo. E’ un bene che si faccia, sicuramente ha senso e aiuta a ricreare legami e pratiche, ma senza un progetto non servira’, come d’ altronde hanno dimostrato questi anni. Bisogna rimettere al centro l’analisi dei problemi, perche nessuno si illuda che l’ ambiente si salvera’  perche’ fa la spesa con la stessa borsa e va al lavoro in bicicletta. Bisogna provare a capire cosa ha funzionato nel passato. Bisogna non aver paura di pronunciare un giudizio sullo stato delle cose, anche se potrebbe essere impopolare, perche’qua si rischia di morire di capitalismo anche perche’non si ha il coraggio di dire e pensare apertamente che e’ un sistema disumano e ingiusto…non sta bene, non e’ politicamente corretto, non ti fa fare bella figura!

Compiti per i giorni a venire: leggere e istruirsi sulle politiche del dopoguerra, comprese quelle suggerite e che non sono mai state adottate; istruirsi sulle politiche del New deal, cosa si faceva e come ha funzionato; questo puo’  dare qualche idea.  Discutere, leggere, discutere, leggere, parlare, insomma fare andare il cervello e il cuore.

E se no non ci resta che metterci ciascuno per conto suo in piazza all’imbrunire, sotto la pioggia, con una qualche bandiera, e chiedere a numi e antenati salvarci…magari senza la sottana bianca!

Sapendo che la morte non si puo’sconfiggere, ma di morti ce ne sono tante e molto diverse.

E che la vita, la nostra, e’diversa dalle altre, ma che tutte contano, nel bene e nel male.

Baci a tutti

 

 

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