Un’altra Europa….Gli Stessi Metodi?

Cari/e Amici/che e compagni/e,
Durante la campagna per le elezioni europee  EnnEnnE ha fatto la scelta di sostenere la Lista Un’Altra Europa con Tsipras , da sempre convinta che per far politica occorra almeno avere serietà morale ed ideologica. Le ragioni di questa decisione stavano anche nel fatto che:

• Siamo sostenitori della necessità di trovare quell’unità tra coloro che credono che l’ Europa debba essere cambiata in modo totale
• ci sembrava fondamentale che ci fosse una rappresentanza di sinistra al parlamento europeo
• ci sembrava importante per l’Italia che questo processo arrivasse al quorum
• i punti e il progetto delle lista erano considivisibili
• la lista aveva una posizione netta e non equivocabile sul TTIP, per noi irrinunciabile e senza la quale non avremmo sostenuto la lista, in quanto vedevamo e vediamo tuttora nel rifiuto del TTIP il piú importante terreno di aggregazione europeo, quello che dirá se esiste ancora un’alternativa al neoliberismo selvaggio e se l’Europa sará una colonia USA oppure no.

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A distanza di mesi, dopo aver seguito le fasi di strutturazione dell’entitá Tsipras, il documento programmatico proposto da Revelli, la riunione di Bologna, e le attivitá di qualche circolo territoriale, esprimiamo i nostri dubbi e la nostra convinzione che la strada intrapresa non sia quella giusta.
Ci sembra che fino ad oggi il processo abbia tagliato fuori e non abbia affrontato il nodo principale, che a nostro parere non é l’analisi del contesto politico, di cui tutti riconosciamo piú o meno nel dettaglio la sostanza. La questione principale che questa nuova entitá avrebbe dovuto affrontare é la crisi della rappresentanza politica. Una crisi che attraversa tutto il paese e non esclude la sinistra.

Questo a nostro parere voleva dire cominciare un percorso con tutte le realtá antagoniste e dissidenti che si sono espresse in questi anni,. nel quale discutere su come questa entitá le avrebbe rappresentate, sapendo che obiettivi, storie politiche e indentitá diverse sono al lavoro e sono tutte egualmente necessarie per costruire qualcosa di nuovo.

Ci ritroviamo invece con un processo che avanza senza tenere conto di tutto questo e ripropone delle forme di rappresentanza contingenti, sradicate dai questi contesti, e sostanzialmente rinchiuse e limitate ad appartenenze politiche precise, che si risolvono in conteggi interni, spartizioni, in una logica che é tutta dentro i modelli di rappresentanza ormai falliti e per noi non piú condivisibili.

Per noi il processo doveva includere le realtá territoriali che si sono battute in questi anni, per capire come da territori diversi si potesse raggiungere obiettivi comuni, prima di tutto il piú importante movimento espresso in questi anni, i NO TAV e quelle realtá che hanno radici nel lontano luglio 2001 di Genova quando un governo neo-liberista fece mattanza delle istanze e dei corpi portate avanti in quegli anni .

Avrebbe dovuto includere quello che resta dei sindacati di classe e dei movimenti che sono tuttora attivi, dagli studenti ai precari.
Avrebbe dovuto cercare delle alleanze con forme di aggregazione nuove, ma influenti, sulla base degli obiettivi del progetto, per esempio la battaglia anti TTIP.

Avrebbe dovuto discutere e tenere conto dell’esperienza 5 Stelle per capire quanto di quella esperienza potesse servire, specialmente per quello che riguarda partecipazione e consultazione nei processi decisionali interni.

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Avrebbe dovuto affrontare con chiarezza i problemi di appartenenza politica, e il ruolo o non-ruolo dei partiti – un parolone visto il loro peso odierno –nel processo di aggregazione di questo nuovo esperimento.
Se la lista Tsipras in Italia deve essere niente altro che un patto elettorale di SEL e RC,  che permetta loro di sopravvivere e di presentare qualche nome alle regionali con piú speranze di successo, e un tentativo di attirare una parte dei così detti dissidenti del PD é chiaro per noi che l’esperimento é fallito sul nascere.

Non solo questo non porterá lontano, ma va contro il principio di costruzione di qualcosa di nuovo e necessario. Un processo lungo e complicato, che forse puó prescindere da obiettivi immediati come le elezioni regionali, per cui non é ancora pronto.
Che si lavori invece a qualcosa che finalmente si ponga il problema di rappresentare chi dissente, chi non é d’accordo, chi ha altre idee e progetti, e che affronti il problema della delega politica, che stabilisca come e a chi i rappresentanti renderanno conto e sulla base di quali procedure tutte le componenti potranno dare forma al progetto, sorvegliarlo e evitarne le derive egemoniche e strumentalizzanti.

Ma le logiche di partito o di gruppo sono evidentemente diverse, e diverse le urgenze: accedere alla rappresentanza politica istituzionale o sparire. A noi questo processo al momento non interessa, che sparisca quello che deve sparire.

Vediamo circolare nomi che rappresentano una storia politica fallita, delle pratiche non condivisibili, che non sono portatori di un pensiero critico sulle scelte fatte – in molti casi innumerevoli…- e che sembrano effettivamente pronti a saltare sul primo autobus che li porti a qualche carica elettiva. Marmaglia irrecuperabile per la creazione della nuova sinistra.

Pensiamo che fosse giusto appoggiare l’esperimento delle europee, ma pensiamo che ora il processo abbia deviato il suo corso. Se per qualcuno intraprendere una strada come quella di Syriza vuol dire sventolare bandiere col proprio logo ad ogni possibile occasione, per noi era un’altra cosa, e per ora non la vediamo.

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Il neonato ci sembra sul punto di essere soffocato ancora prima di muovere i primi passi e questo tentativo di infanticidio politico va fermato!

Ribadiamo che non ci passa neanche per l’anticamera del cervello di accettare i metodi di una sinistra  residuale piccola di storia e di risultati.

Balzare sul carro del vincitore  puó essere una facile soluzione quando si é ad un passo dalla tomba… ma ció implica  l’accettazione di quei metodi inclusivi che hanno permesso la  vittoria.

Ci sembrava importante condividere questo punto di visto con i lettori di EnnEnnE, visto che li abbiamo attivamente invitati a votare Tsipras alle europee. Sperando che questo chiarimento posso suscitare un dibattito e attivare la discussione su questi temi.
EnnEnnE

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