UCRAINA: MUTI CIECHI E SORDI

serpenteUCRAINA: MUTI, CIECHI E SORDI
Le fasi finali della guerra contro le province del sud-est dell’Ucraina, che si sono ribellate alla giunta al potere a Kiev, si avvicina. Le truppe di Kiev, armate e “consigliate” da USA, e alleati NATO, bombardano le cittá, terrorizzano gli abitanti e cercano di imporre il nuovo ordine con il ferro e con il fuoco. Oltre 700,000 profughi sono scappati nel territorio russo: gente normale, che ha perso casa, parenti, lavoro, pensioni e per la quale il futuro si presenta drammatico. Intanto in occidente, USA e alleati europei non trovano di meglio che insistere sulle sanzioni alla Russia, elletta a nemico pubblico numero 1 e bombardata mediaticamente da ogni dove.
In Grecia il partito Syriza prende posizione nettamente contro la follia guerrafondaia di USA/UE/NATO, chiedendo il ritiro delle sanzioni contro la Russia, e lo stesso fa il partito tedesco DieLinke, ma in Italia tutto tace. Passate le elezioni, finito il blando entusiasmo per una alternativa europea, la sinistra italiana in via di costruzione si ritira nell’isolamento e rifiuta di confrontarsi con gli avvenimenti odierni scatenati dall’offensiva USA contro la Russia, come se tutto ció non riguardasse, e da vicino, l’Italia. Con l’eccezione di pochi encomiabili siti non mainstream che continuano a fornire disintossicazione mediatica e di sparute iniziative di Rifondazione Comunista e altri gruppi comunisti. Come se si trattasse di una battaglia ideologica, e fosse compito solo di chi si rifá all’area comunista di denunciare l’ascesa del neonazismo in Europa.
Il manifesto, che si presenta ai lettori come quotidiano comunista, evita accuratamente di commentare la situazione in Ucraina. La messa al bando del Partito comunista ucraino, un avvenimento epocale in Europa dai tempi di Franco, é passata senza neanche un titolo in prima pagina. Come se il 13% degli elettori ucraini, piú di un milione di voti, fossero figli di un dio minore, ed essere comunisti fosse un diritto in Italia, ma un optional in Ucraina.
Eppure le scelte europee riguardanti l’Ucraina, e la risposta che queste hanno suscitato da parte della Russia, piú che prevedibili dopo la terza mandata di sanzioni immotivate e basate su congetture infantili e campate per aria, dovrebbe essere al primo posto nelle preoccupazioni di partiti e gruppi che si presentano come difensori delle classi sociali piú deboli e dei loro diritti.
1. Gli avvenimenti in Ucraina sono sempre piú efferati e sanguinosi. L’esercito di Kiev spara e colpisce civili, uomini, donne e bambini, fa strage di strutture civili, scuole, ospedali, ricoveri per anziani, e ha creato una situazione di crisi umanitaria che difficilmente si potrá risolvere. I segretari del partito comunista ucraino rapiti, torurati, uccisi; i giornalisti rapiti o spariti nel nulla, civili uccisi, bombardati, terrorizzati; gli appelli alla solidarietá di sindacati, minatori, civili ucraini che si oppongono alle milizie nazi; tutto questo non fa notizia. E’un precedente terribile, e la mancanza di solidarietá su questi avvenimenti segna una macchia indelebile per il movimento internazionale per i diritti dei popoli. In Europa si sdogana il nazifascismo, e si sta a guardare come se non riguardasse altri che gli ucraini antifascisti.
fascio de merda2. I governanti europei, compreso il primo ministro italiano, si sono allineati agli USA con scriteriata compiacenza: riunitisi per discutere dei bombardamenti a Gaza hanno deciso sanzioni…contro la Russia. La scusa dell’abbattimento del volo MH 17 non trova piú credito ed é ormai chiaro che la versione USA non é quella giusta; la stampa mainstream Malese ha parlato chiaramente di abbattimento da parte dei jet di Kiev. Nessuna prova credibile della versione USA é mai strata mostrata, solo congetture, o prove derivanti da “social media”…In una recente trasmissione televisiva tedesca, le prove USA sono state ridicolizzate, mostrando il disegno di un bambino dell’asilo. Il paese di Piazza Fontana, delle bombe e della strategia della tensione dovrebbe reagire a una provocazione di questa entitá, e la sinistra avere nel suo DNA intelligenza critica e capacitá di analisi per decodificare gli eventi.
3. La decisione russa di reagire alla ultima tornata di sanzioni con il blocco totale delle importazioni di prodotti ortofrutticoli, caseari e ittici dalla UE, dagli USA, Canada, Australia e Norvegia, é un colpo durissimo all’economia dell’Europa, giá gravemente afflitta dalla recessione. Molto meno per USA, Canada e Australia, ovviamente: ma la guerra alla Russia la pagherá economicamente l’Europa, questo sembra chiaro a tutti salvo che ai cittadini europei e ai loro rappresentanti.
4. I Paesi dell’area mediterranea, Italia, Spagna, Grecia e Francia, saranno particolarmente colpiti, e sono anche quelli che si trovano in condizioni piú sfavorevoli per fare fronte a queste misure.
5. Si prospetta all’interno della UE un putiferio per ottenere rimborsi e supporti che controbilancino le sanzioni russe. Ovviamente, i comparti agricoli dei paesi piú potenti avranno la meglio; cosí come quelli dei paesi su cui si basa l’offensiva USA/NATO contro la Russia (Polonia, Lituania, Romania). L’Italia non fa parte né dell’uno né dell’altro gruppo. E’quindi destinata a ricevere una bastonata economica senza contropartite.
6. La recessione italiana ha giá spinto la BCE a dichiarazioni autoritarie e antidemocratiche: Mario Draghi sostiene/minaccia che si debba cedere la sovranitá in tema di riforme economiche e affidarla alla UE. Il premier Italiano si associa con entusiasmo. Il deficit delle esportazioni agricole contribuirá a rendere il quadro economico ancora piú gramo, e fornirá ulteriori argomenti per questa svolta anti-democratica. Le ricette della troika hanno fatto danni irreparabili nei Paesi dove sono state imposte.
7. La Russia ha giá preso accordi per sostituire i prodotti agricoli europei con prodotti provenienti da Centro e Sud America. Questo significa che mentre gli stati europei litigheranno per rimborsi e sussidi, e faranno i conti con la sovraproduzione agricola, questa volta non smaltibile all’interno perché l’eccedenza colpisce tutti, altri produttori mondiali si svilupperanno, miglioreranno le produzioni, diversificheranno prodotti e adatteranno tecnologie, aumentandoirreversibilimente le loro quote di mercato. Un trend che sará difficile da recuperare.I BRICS si avvarranno di questa opportunitá economica, facilitata dai legami politici, mentre l’Europa si autoaffonda.
manif germany8. A questo si somma la guerra del gas: l’Ucraina minaccia di chiudere le vie di transito del gas russo. Cosí non solo staranno al freddo loro ma anche tutti gli europei che dipendono da quel gas. Che comunque é per ora la risorsa energetica piú a buon mercato che si possa avere in Europa e la meno inquinante. Gli USA hanno avviato il fracking in Polonia e Ucraina, e comunque hanno piani per spedire il proprio gas e il petrolio canadese estratto dalle sabbie bituminose al posto del gas russo. Con conseguenze ambientali e di costo molto importanti. Si prospetta un periodo di incertezza sulle fonti energetiche europee, che si tradurrá in un aumento dei prezzi e in una riduzione degli standard ambientali.
9. Intanto l’offensiva USA/NATO non si ferma: truppe e materiali sono giá in Ucraina, le dichiarazioni si fanno sempre piú bellicose, e la prospettiva di una guerra NATO alla Russia é ormai sul tappeto, con implicazioni catastrofiche per chi vi sará coinvolto, cioé tutti. Utile ricordare che un attacco alla Russia scatenerebbe una risposta, e che il comando NATO del Mediterraneo si trova a Napoli, installazioni militari sono presenti su tutto il territorio italiano e gli obiettivi militari (Aviano, Sigonella, Vicenza…) sono facilmente individuabili. Per non parlare della moltiplicazione esponenziale delle spese militari, anche solo nella fase di preparazione.
10. Tutto questo in nome di un governo, quello ucraino, non legittimato, che ha portato al potere nazisti e milizie, ora occupate nella pulizia etnica delle regioni che si sono rifiutate di riconoscere il golpe a Kiev. Tra le tante iniziative messe in atto da chi controlla il ministero degli interni, i massacri, i rapimenti, i pestaggi, le uccisioni, la tortura, la guerra a media e giornalisti non allineati. A quanto pare peró tutto questo non é bastato a far crescere una coscienza collettiva su quanto sta succedendo. La favoletta ripetuta da Obama e dai suoi portavoce, ripresa senza vergogna dai media mondiali ha prevalso. Il massacro di Odessa, i civili fatti a pezzi dai mortai, le centinaia di migliaia di rifugiati, non sollevano alcuna indignazione. Se mai questa follia si fermerá, ci sará in Europa una milizia armata, nazi-fascista, formata dai consiglieri militari USA (gli stessi che hanno formato gli squadroni della morte latino americani e iracheni) pronta a tutto e al servizio di chiunque. Un buon viatico per la democrazia e i diritti di tutti.
orsoDi fronte a questo, sembra che la sinistra italiana si sia autoamputata una parte di coscienza, di cervello e di capacitá di elaborazione. Si contano e ricontano gli 80 denari, si parla di democrazia scippata ma si dimentica di dire che lo stesso primo ministro ha deciso da solo, nello spazio di una telefonata, di aderire alle sanzioni e consegnare l’Italia ai piani guerrafondai USA.
Questa ignavia rischia di costare cara a tutti, ma specialmente a quelli che la sinistra dovrebbe difendere e di cui dovrebbe far sentire la voce. Insieme alla NATO c’é il suo fratello economico, il TTIP, che verrá proposto dagli USA come una pietra miliare inalienabile dell’alleanza contro la Russia. Ormai tutti sulla stessa barca, uniti negli intenti e nei destini, e soprattutto nel business: peró qualcuno siederá comodamente al timone o al ristorante, mentre ad altri toccherá remare. A molti giá toccano le bombe, la violenza, i campi profughi e l’esilio. Ma basta chiudere occhi, orecchie e bocca e tutto puó andare avanti come se niente fosse.

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