TTIP, energia, guerra del gas: la strada porta in Ucraina

Mentre individualmente e collettivamente un numero considerevole di cittadini europei si preoccupa del cambiamento climatico e adotta giornalmente misure piccole o grandi per ridurne la progressione, i vertici della Commissione Europea e i negoziatori del TTIP, il trattato translatlantico di integrazione economica USA-UE, ne stanno sabotando gli sforzi.

Esiste una Direttiva Europea sulla Qualitá dei Craburanti, la Fuel Quality Directive, o FQD,  che ancora aspetta di essere formalmente adottata e sulla quale la Commissione Europea temporeggia da molti mesi. La FQD dovrebbe caratterizzare i vari carburanti a seconda delle emissioni di Gas Serra che producono e  ridurre l’uso di carburanti otgtenuti a prezzo di maggiori emissioni per l’intensitá di consumo energetico che comportano. Con questa iniziativa lanciata nel 2011 la UE stabiliva di poter ridurre del 6% le emissioni nell’arco di 10 anni. Non é molto, ma é pur sempre qualcosa. La Direttiva , che tiene conto di uno studio accurato sulle sabbie bitominose, stabilisce che i carburanti prodotti  a partire da queste hanno una intensitá di produzione di gas serra maggiore di altri del 23%. Secondo degli scienziati canadesi, le sabbie bituminose dovrebbero essere semplicemente lasciate dove sono e mai estratte, per via del danno ecologico che implicano. Canada Oil

I negoziatori statunitensi del TTIP, guidati da un fedelissmo di Obama, manager di Citybank e uomo di fiducia della lobby finanziaria e affaristica USA, sta proprio facendo pressione perché questa Direttiva venga dismessa. Lo stesso sta facendo dal 2009 il governo del Canada, che ha organizzato centinaia di incontri tra la lobby estrattiva canadese e le autoritá della Commissione. La ragione? Il Canada, tramite l’agglomerato che fa capo ai multimiliaradi Koch, produce proprio i carburanti in questione e l‘amministrazione Obama é direttamente coinvolta in questo progetto che prevede un oleodotto da Canada al Texas, il famigerato Keyston KXL Pipeline. In Texas la materia prima verrá raffinata e inviata in Europa. L’Europa é considerata il mercato potenziale piú promettente per Canada e USA. Per poter realizzare questo piano l’Europa non deve adottare la Direttiva FQD, che altrimenti penalizzarebbe i carburanti made in Canada e USA.

Ma c’é un altro problema: l’approvvigionamento di gas russo, una fonte di energia piú pulita dei carburanti USA-Canada, mette l’Europa al riparo da pressioni e ricatti, e offre una possibilitá di scelta, incluso sui prezzi.  E’ lampante che avere piú di una opzione puó aiutare a strappare contratti piú conveninenti. E come entra il gas russo in Europa? ma dall’Ucraina!

Il legame forte fra gli obiettivi commerciali di USA e Canada nel settore energetico e la destabilizzazione dell’Ucraina sono dichiarati apertamente da entrambi i governi:

Noi non vediamo la crisi in Ucraina semplicement come un’opportunitá per vendere I prodotti canadesi, ma ovviamente siamo impegnati in una discussione con  i nostril alleati sul come fare in modo che le nostre fonti di energia siano sicure e stabili globalmente” Questo il primo ministro canadese Stephen Harper in una conferenza stampa seguita al G7 a Bruxelles

NRDC Tar Sands Threat to Europe Memo FINAL January 2014 FINAL

Ma oltre alle sabbie bituminose anche il gas di scisto che gli USA stanno estraendo a tutta birra nel loro sottosuolo dovrebbe a loro parere cambiare il quadro dell’approvvigionamento energetico europeo.  Hillary Clinton, in una intervista televisiva andata in onda sulla CNN immediatamente dopo il disastro del volo MH 17, ha espresso senza mezze misure il progetto:  la catastrofe é una grande opportunitá per le esportazioni di gas USA!

Il gas di scisto viene estratto con metodi che definire distrittuvi é poco. Comunitá in tutti gli USA vi si oppongono, come si oppongono al gasdotto Keystone. Tanta é la rabbia che nemici storici come nativi americani e cowboys si sono alleati per difendere terre e pascoli.  I nativi canadesi e americani sono in prima linea in questa battaglia per la salvaguardia di terre e ambiente, ma ci sono anche collettivitá preoccupate dell’aumento dei terremoti in zone mai prima d’ora a rischio sismico, dell’inquinamento di acqua e aria prodotto dal sistema di estrazione, della fuoriuscita continua di petrolio e bitume lungo il gasdotto e dell’inquinamento nelle terre di estrazione, della distruzione degli acquiferi in zone giá minacciate da siccitá. Proprio l’opposizione delle collettivitá USA ad oleodotti e sabbie bituminose sta spingendo i produttori verso altri mercati. La prospettiva di vendere il petrolio da sabbie bituminose dalla costa del Pacifico alla Cina é tramontata per l’opposizione dei nativi canadesi della Colombia Britannica, che non vogliono oleodotti nelle loro terre ancestrali. Non resta che l’Europa.

Dunque da una parte si preme perché la Direttiva Europea sulla qualitá dei carburanti non venga adottata, o sia adottata non come direttiva vincolante, quindi col rischio di non essere mai applicata. Dall’altra si assaltano letteralmente le vie di approvvigionamento del gas in Europa. Se non bastasse l’Ucraina, le minacce di guerra contro la Russia si fanno giorno dopo giorno piú pesanti e in Polonia la la NATO si prepara militarmente a un “blitzcrieg”, o guerra lampo, contro la Russia, parole del Pentagono.  ucraina

Di tutto questo i cittadini europei sono poco consci, se no sarebbero in piazza a protestare. Perché il rischio é che oltre ai danni ambientali tra poco gli toccherá pagare molto di piú per avere un carburante meno ecologico. Questo si sommerá a quello che giá dovranno pagare per supportare le politiche europee di sudditanza agli USA: l’Ucraina si rifiuta di pagare il debito con la Russia per le importazioni di gas e i paesi europei fedeli agli USA stanno pompando gas verso l’Ucraina. Il gas di chi? Ma di tutti noi, é evidente! E siamo in luglio, poi verrá l’inverno, e le cose si complicheranno. C’é il rischio di una forte ricaduta sui prezzi delle fonti energetiche europee, sia dal pompaggio all’indietro di gas europeo verso l’Ucraina, sia dall’importazione di carburanti sporchi via nave da Canada o USA in Europa.

Con tutti i mezzi possibili USA e alleati europei stanno cercando di inculcare nell’opinione pubblica mondiale che la Russia é uno stato canaglia, che la nuova giunta al potere in Ucraina, con i nazisti che controllano il ministero dell’interno e la Banca Nazionale, sono campioni di democrazia, e che la guerra civile in corso é giusta e doverosa. Dietro questa crociata mediatica ci sono peró interessi ben chiari, che filtrano senza mezzi termini dalle loro dischiarazioni. Un paese come l’Ucraina, collocato alla frontiera fra Europa e Russia, avrebbe potuto far tesoro facilmente di questo vantaggio, mantenendo relazioni con entrambe e ricavando vantaggi da entrambe.  Si trova invece con una classe politica al potere fatta di oligarchi e paramilitari nazisti, una guerra civile in corso, e un debito astronomico da pagare all’FMI. L’offensiva militare costa alle casse dello stato ucraino milioni di dollari, gentilmente anticipati da USA e UE, ma che dovranno essere ben presto restituiti. Inoltre la  chiusura dei rapporti commerciali con la Russia amputerá il paese di una risorsa cruciale.

Queste politiche al momento trovano pochi oppositori: tra questi una parte degli industriali tedeschi, che certo non sono motivati da problematiche umanitarie o ambientali. La Germania, il paese che ha beneficiato piú di tutti del passaggio all’euro, anche a scapito di paesi piú deboli come Grecia, Spagna, o Italia (sono centinaia le industrie del Nord Est italiano passate di mano e ora proprietá tedesca) é forse la maggiore potenza manufatturiera rimasta nell’Occidente. Ci sono migliaia di imprese produttive, in buona salute, che commerciano con Europa, Russia e Asia. Per molte di loro la nuova cortina di ferro imposta dagli USA non ha niente di attraente. Non ha caso é proprio in Germania che si é focalizzato lo spionaggio USA: nell’amministrazione USA c’é il terrore che la Germania si possa avvicinare ai BRICS, e con questo stabilire un’alternativa importante al dominio USA, accelerando il declino del loro controllo unipolare.

Tornando alla Direttiva FQD, se il negoziato sul TTIP riuscirá a far dismettere queste misure, e piú la guerra mediatica con la Russia va avanti piú questo sará probabile perché ormai il TTIP é una dichiarazione di fede atlantica e un’estensione di fatto della NATO, l’approvvigionamento in gas russo diventerá difficile e l’introduzione dei carburanti ad alto effetto serra molto probabile.  Se questo accadrá sará stato inutile andare al lavoro in bicicletta, comprare frutta e verdura locali, chiudere le cittá al traffico, passare al fotovoltaico o ridurre con tutti i mezzi le emissioni. Ci ritroveremo con carburanti a alto effetto serra,  con tutta probabilitá piú cari, che proietteranno l’Europa fra i paesi a piú alto impronta di carbonio, o impronta ecologica, del pianeta. A questo si aggiungeranno i bilanci pubblici decurtati per far posto agli aiuti all’Ucraina e alle spese militari della crociata anti-russa: la NATO chiede ai paesi aderenti di aumentare spese ed effettivi.

Sempre che le minacce e la demagogia non portino ad un’avventura militare, nel qual caso il problema non si porrá: una guerra eventuale contro la Russia non sará lampo, e non puó essere che nucleare. A quel punto i carburanti ad alto effetto serra saranno il male minore.

In cambio di tutto questo i cittadini si troveranno in mano solo la montagna di demagogia mediatica che si sta riversando su di loro: peccato che non si possa né mangiare, né  respirare.

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