SU LA TESTA! Oggi ci sono motivi per rallegrarsi!

Su la testa!

grazieOggi ci sono motivi per rallegrarsi. Era ora…
La resistenza in Novorussia, le regioni russofone del sud dell’Ucraina opposte al colpo di stato che ha messo al potere oligarchi, nazisti e ultranazionalisti a Kiev, ha fatto progressi importanti, obbligando le truppe ucraine al ritiro, alla resa o a cercare rifugio in Russia. Il morale delle truppe ucraine é basso, come si deduce da molti documentari e interviste. Non a caso: la guerra fascista é sempre la stessa, gli alti ranghi militari corrotti e cinici mandano le truppe allo sbaraglio, senza supporto, senza munizioni, senza piani precisi se non obiettivi futili e demagogici. Prendere a tutti i costi villaggi e le cittadine, per poi diffondere bollettini di vittoria su media locali e internazionali. Risultato, dopo ogni avanzata le truppe di Kiev si sono ritrovate intrappolate, affamate, senza neanche l’acqua, e hanno cercato rifugio in Russia o si sono arrese, cedendo armi e mezzi pesanti. Le truppe che hanno rotto l’accerchiamento hanno avuto perdite gravissime. Il modo di condurre la guerra da parte dei comandi militari sta insinuando il dubbio nei battaglioni di mercenari e volontari nazisti e nazionalisti che ci sia la volontá di mandarli al macello; una bella strategia per liberarsene visto che sono diventati un poco scomodi.
casa interno dombassIl prezzo pagato dalla Novorussia é spaventoso: civili massacrati, ospedali, scuole, uffici pubblici, impianti industriali distrutti, centinaia di migliaia di profughi. Tanto da far pensare che la guerra terrorista lanciata da Kiev voglia distruggere le province che non saranno mai affiliate alla giunta, farne terra bruciata, cosí da non lasciare nelle loro mani altro che macerie. Cosí sará la Russia a pagare per la loro ricostruzione.
Un ritiro delle truppe di Kiev significa soprattutto la fine della guerra e l’inzio di negoziazioni, il ritorno alla vita per le popolazioni intrappolate. Ma significa anche una sconfitta per le politiche USA e UE che hanno portato alla guerra e hanno foraggiato la giunta di Kiev con armi, soldi, mercenari. L’isolamento e l’aggressione alla Russia, che rischiano di far precipitare tutta l’Europa verso un baratro economico e sociale, sono forse bloccate. Insomma un rovescio generale. Meno male!

Non va neglio in Medio Oriente, dove l’operazione di guerra di Israele contro Gaza e la resistenza si é saldata con un nulla di fatto, anzi un altro rovescio. Le perdite per Israele sono state talmente importanti da dover arrestare l’operazione, nessuno degli obiettivi é stato raggiunto e Hamas ha dimostrato di poter resistere e contrattaccare. Il bilancio umano é spaventoso, la guerra isrealiana, come quella ucraina, é terrorista, colpisce indiscriminatamente i civili, di ogni etá e sesso. Ma per la prima cantina nel dombassvolta il massacro é stato esposto e ha suscitato proteste mondiali. L’immagine di Israele ne esce distrutta, cosí come il suo disegno di spazzare via Gaza e Hamas. Anche qui meno male!
Sul fronte Siriano l’isteria collettiva anti-Assad sembra calmarsi ora che gli jiadisti si sono spostati verso l’Iraq e minacciano di muoversi oltre. La guerra alla Siria, lanciata su pretesti, foraggiata da USA, Europa, Turchia e Arabia Saudita, ha fatto 190,000 morti! Se gli jiadisti non controllano ora tutto il paese, non sono straripati in Libano, e non sono riusciti a rovesciare e azzerare le strutture del paese lo si deve alle forze siriane, che li hanno combattuti, e a Hezbolla, che gli ha dato una mano. Va ricordato che gli USA hanno minacciato l’intervento armato a fianco degli jiadisti, e hanno lanciato due missili balistici su Damasco i primi di settembre del 2013, fortunatamente intercettati da Mosca. Sarebbe stata la guerra totale. Ora il Califfato figlio dei servizi USA e da loro addestrato, é all’assalto dell’Iraq, magari addirittura dell’Arabia Saudita, una ribellione edipica visto ne sono i figli prediletti. Non é piú peró una creatura presentabile da quando ha decapitato in diretta il disgraziato giornalista USA. Fará danni innumerevoli, ma anche scompiglio, spaccando alleanze e incontrando difficoltá sul suo cammino. Sebbene la situazione rimanga critica, non sono dilagati com’era nei piani,  niente califfato di Damasco. Siria e Libano, in particolare Hezbollah, rimangono una forza nella regione, e il progetto di annientarli per fare guerra all’Iran si fa piú difficile. Meno male.

Cosa hanno in comune questi tre teatri di guerra: moltissimo! Sono tutti e tre fomentati dall’Impero del Caos e dai suoisimbolo alleati, Israele, Europa, Arabia Saudita, Turchia. Sono tutte guerre terroriste, che hanno infierito sui civili, provocando perdite e danni irreparabili, terrorizzando e massacrando. In tutti e tre i casi chi ha dovuto affrontare i nazisti del battaglione Azov, gli jiadisti dei vari gruppi attivi in Siria, e l’esercito isrealiano, ha dato prova di coraggio e determinazione estremi: non si facevano prigionieri in Siria, gli sniper israeliani sparavano su chiunque si muovesse a Gaza, e in Ucraina eccidi e massacri hanno mostrato bene la natura della guerra.
Ma c’é un’altra caratteristica che accomuna i tre scenari: i media sono entrati in guerra, sparando munizioni a tutto campo, mentendo spudoratamente, oscurando, ingannando, montando false immagini, ripetendo come pappagalli sguaiati quello che gli veniva ordinato di dire e tacendo quando i titoli cubitali venivano smentiti. Le immagini dell’attacco chimico di Goutha, attribuito all’esercito siriano ora chiaramente discolpato, non sono mai state riprese , per domandarsi chi ha ucciso i bambini e come, chi erano gli infermieri che sembravano prodigarsi sui piccoli, vivi, che poi abbiamo visto nelle foto morti, stesi uno accanto all’altro. Chi sgozzava e tagliava teste in Siria, ammazzava soldati e civili, e come ci era arrivato in Siria.Come mai il gas sarin é stato trovato in Turchia, nell’area di confine attrezzata a campo di addestramento per gli aspiranti jiadisti? Chi mandava soldi, e lo fa tuttora ai gruppi attivi in Siria? Eccetera…
liarsPer non parlare dell’isteria collettiva anti-Putin, imbarazzante e ridicola, se non fosse che, come in Siria, una guerra era in corso e la gente é morta anche per il peso di quella propaganda. Ma i media dopo aver sbattuto in prima pagina i russi non si curano di quello che accade: chi ha massacrato i cittadini di Maripol e ha perpetrato il massacro di Odessa, strangolando donne incinta, stuprando, e dando fuoco a tutto? Chi ha tirato giú l’aereo malese, di cui non si parla piu da quando é evidente che si tratta di un’operazione di Kiev? Chi parla di ANDREY STENIN fotorepoter russo sparito in Ucaina del 5 agosto, ci cui non si hanno piú notizie dopo che Kiev ha dichiarato di averlo averlo nelle sue mani? Dove é finito “Reporter sans Frontieres”?
Per quanto riguarda Israele i media hanno fatto quello che potevano, e cercano tutt’ora di candeggiare l’immagine di Israele, ma gli risulta difficile. Gli israeliani ci hanno messo del loro, portandosi le seggioline in collina per ammirare e festeggiare i bombardamenti su Gaza, o inventando canzoncine sui bambini palestinesi morti. I media hanno cercato di far passare l’aggressione israeliana come un conflitto tra uguali, ma non gli é riuscito troppo bene. Hanno omesso le proteste mondiali, gli ebrei USA che bruciano i loro passaporti israeliani, le lettere e petizioni di accademici, artisti, e personaggi pubblici orripilati dal massacro a Gaza, ma sono filtrate lo stesso.
Altra cosa in comune: nonostante tutto questo, e non é poco, é emersa una resistenza, che é riuscita per ora a smantellare politiche irresponsabili e sanguinarie.
media fetidChi avrebbe scommesso sulla resistenza in Novorussia, che combatteva con armi leggere contro i carri armati? O su la resistenza a Gaza, enclave bloccata da anni, soffocata, controllata, spiata e costantemente sotto attacco? E chi avrebbe pensato che le forze siriane avrebbero potuto passare all’attacco contro centinaia di migliaia di jiadisti venuti da tutto il mondo, armati, addestrati e supportati da USA, Arabia Saudita, Turchia e Francia? Invece é successo, e anzi, sta raccogliendo supporto internazionale.  Volontari arrivano ogni giorno in Novorussia,  la macchinetta per detectare il codice a barre israeliano e essere sicuri di boicottare i loro prodotti é andata a ruba.
A questo peró si deve aggiungere una massa di iniziative e resistenze locali, che hanno contribuito a contrastare questi piani e mettere a nudo i responsabili. Non dimentichiamo il Venezuela, che avrebbe dovuto aggiungersi alla lista delle destabilizzazioni in atto e che invece é riuscito a sviare l’ennesimo tentativo di golpe. Ci sono anche cittadini che protestano contro il fracking negli USA e in Gran Bretagna, che continuano a mettere sotta accusa i piani folli di USA e alleati per assicurarsi fonti di energia che sono una bolla speculativa, ma che sgretolano letteramente le risorse locali, avvelenando acqua e aria. E piú recentemente Ferguson, Missouri, e la sua popolazione, che ha affrontato una delle forze di polizia piú brutali e impunite del mondo, e che ha messo a nudo il razzismo e l’ingiustizia del sistema USA. Ci sono i cittadini europei che hanno protestato contro le misure di austeritá, venendo regolarmente presi a botte, arrestati e trattati come terroristi. Gli attivisti svedesi che a  Malmo hanno protestato contro un raduno nazista, e sono stati caricati dalla polizia a cavallo, in una scena degna dell’Egitto di Mubarak, con cavalli al posti di cammelli.  Tutti sono tornati in piazza. Le proteste contro ll’offensiva di Gaza sono state globali, quelle contro i Nazi ucraini e europei e contro la guerra in liarUcraina un po’ meno globali ma pur sempre presenti. Poi ci sono state le voci fuori dal coro europeo, di Syriza in Grecia e Die Linke in Germania, che hanno preso posizione contro le politiche europee in Ucraina.
E’ emersa anche una resistenza mediatica: in occidente la lettura dei giornali mainstream online é crollata mentre l’accesso ai siti che offrivano controinformazione é letteralmente esploso. Non solo, quando i giornali mainstream vengono letti, gli articolisti vengono inondati da valanghe di commenti critici. Dunque anche su questo c’é motivo di rallegrarsi: le opinioni pubbliche piú rimbecillite del mondo danno segni di ripresa. Sinceramente, chi si fida piú dei media che regolarmente vendono balle stratosferiche  su economia e politica nazionale? Perché dovrebbero diventare campioni di acume e veritá su quella estera?
C’é tanto da ricostruire per poter orientare la politica globale verso obiettivi piú umani, urgenti e costruttivi che non la guerra e il caos generalizzati e ci vuole molto coraggio, intelligenza e costruzione comune, ma perlomeno forse possiamo farlo in tempo e non travolti da una guerra globale catastrofica. Certo non molleranno l’osso, anche perché c’é una schiera di omuncoli e donnette impiegati dalla politica, dai media, dalla finanza e dall’economia, che non ha nessun interesse a fermare il caos globale che li fa vivere confortevolmente. Ma diciamo che il fronte mostra segni di cendimento, i vari imperatori, re e reucci sono nudi. Dunque c’é ragione di sperare.
Nel frattempo onore a chi é caduto in questo scontro globale per affermare il diritto di esistere, di vivere in pace sulla propria terra e di non essere sciacciato dalle forze del caos!

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