Rovesci: Russia 1 Cambio di Regime 0

Per fortuna sul web, fino a che resiste al panottico USA/UK, c’é anche chi analizza con acume  il mondo a capasotto che ci viene propinato in questi giorni. Per esempio Pepe Escobar, commentatore internazionale e giornalista di Asia Online, dall’ironia feroce e circostanziata, che titola ieri: Russia 1 – Cambio di Regime 0 . Eccone un riassunto, per tirarsi su il morale.

 

Il piano di Obama,  che ha appaltato il cambio di regime in Ucraina alla neocon Nuland, con lo scopo di allineare l’Ucraina all’occidente e possibilmente alla NATO, é in frantumi. Il Kaganato di Nulandia, dal nome del marito della Nuland, Kagan, altro neocon di ferro, é un’accozzaglia di nazi e oligrachi riciclati e impresentabili, ben lontani dal fare l’unanimitá nel paese. Tanto che mano a mano se ne staccano pezzi.

 

Lo “strategico” gambetto si risolve in 1 a 0 per la Russia. Il referendum, organizzato prima che Kiev potesse dare fuoco alla regione e organizzare un putch simile a Euromaidan in Crimea, mostra chiaramente il volere degli elettori, anche se suscita le ire della “democratica” UE e degli USA, irritati dall’esercizio dei diritti democratici fondamentali come il voto. Quando il Kosovo venne separato dalla Serbia a suon di bombe nessuno é mai stato chiamato a votare. Il cambio di regime si fa nelle piazze, con i mercenari e i cecchini, quali urne?  

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Protesta in USA: neanche una lira di tasse ai nazi ucraini

Il fronte USA/UE ha lanciato le “terribili” sanzioni, contro i vertici eletti dello stato russo,  una aberrazione che colpisce i diritti democratici dei cittadini russi e lascia il tempo che trova.  In Russia se ne ride, e anche fuori, perché tutti sembrano aver fatto i propri conti, gli affari con la Russia sono tanti, e quindi di sanzioni economiche non se ne parla neanche di striscio. Di guerra nemmeno, nonstante le vociferazioni e le dichiarazioni belligeranti di Obama e degli altri incapaci al suo seguito.

 

L’obiettivo USA, il cambio di regime in Ucraina, l’annullamento del contratto e la cacciata della flotta russa da Sebastopoli, sono piú lontani che mai.

 

Ora, come per la linea rossa tracciata per la Siria, la diplomazia russa, l’unica superstite in questo mondo, vedrá Lavrov, il ministro degli esteri che ha salvato il mondo dal bombardamento USA della Siria e la faccia di Obama,  di nuovo al lavoro per  trovare una via di uscita agli USA, in cui possa anche ficcarsi il barboncino petulante che tengono al guinzaglio che risponde al nome di UE.

 

L’Ucraina sará finlandizzata, la parola é sulla bocca di tutti, una federazione cuscinetto, neutrale, il cui piano é giá stato suggerito dalla Russia in un documento, giá comunicato dalla sua diplomazia,  ma che ora verrá sbandierato da Kerry e Obama, con UE sempre dietro, come proprio.

 

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Non solo nazionalisti russi in piazza in Ucraina

E’chiaro a tutti, anche agli USA/UE, che quello che é successo in Crimea rischia di succedere in altre regioni. Il Kaganato non ha la maggioranza nel paese, e le province che non sono d’accordo con il putch, la consegna del paese all’FMI e gli aiuti esosi della troika, come dargli torto! possono da un momento all’altro decidere di andarsene. Perdipiú con un voto popolare di maggioranza. La Crimea, come il nostro Alto Adige, si avvia verso nuove prospettive economiche e politiche, da far crepare di invidia i lumpen del nuovo regime ucraino, che marciano col passo dell’oca verso un futuro di debiti e miseria.

 

Intanto a Kiev minacciano di distruggere i gasdotti che attraversano il paese e ci hanno pure provato. Brillante strategia:  da dove verrá poi  il gas per l’Ucraina? Secondo i neocon gli USA potranno fornire tutto il gas di cui ha bisogno l’UE con il fracking, forse lo porteranno poi con dei voli RyanAir…

 

In Russia se ne fregano anche di questo: il gasdotto ucraino non é piú quello fondamentale, ce n’é uno a Nord e uno a Sud, che giá trasportano metá delle esportazioni.

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Nel silenzio dei media bisogna arrangiarsi: fermare la violenza dell’ultra destra ucraina contro gli studenti, messaggio da Berlino

Dunque nelle prossime settimane continuerá l’abbaiare furioso dei media, mentre Obama dovrá vedersela a casa sua con le procedure di impeachment e le critiche bi-partisan che piovono addosso alla sua amministrazione di inetti, perdenti in Siria e ora in Ucraina.  Susan e Samantha, dal seggio dell’ONU, tuoneranno contro la Russia invocando il diritto internazionale davanti a un’assemblea sempre meno convinta. La Ashton e Kerry continueranno a prendere a picconate il mestiere di diplomatico.  Lavrov lavorerá come sempre a una soluzione.

 

 

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