Noi facciamo politica con le armi con l’obbiettivo di fare una politica senza (FARC-EP) 1°parte

fotoxarticoloLa Colombia, dove la maggioranza del bilancio statale è assorbito dalle spese militari  che sostengono l’esercito più numeroso del sud-america in rapporto alla popolazione ,  è di fatto una enclave yanqui nell’attuale america latina progressista.

Basi militari statunitensi ben radicate, politiche governative neo-liberiste a favore del  latifondo con spazio indiscriminato alle transnazionali dedite al saccheggio delle  risorse naturali, narcotraffico , bande paramilitari, Cia e Servizi Israeliani in piena  attività, forze sindacali e movimenti sociali in continuo fermento nonstante le  repressioni ed infine una guerra che dura ormai da 50 anni condotta dalle  FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) la più longeva organizzazione  ribelle del mondo ancora esistente. Perchè? Segnaliamo alcuni episodi:

 1928 (massacre de las bananeras) sciopero dei lavoratori della “United Fruit  Company” (produzione ed esportazione di banane), tremila persone radunate nella  piazza del paese, La Cienega, furono circondate dall’esercito, chiamato dalla compagnia statunitense e massacrate a colpi di mitragliatrice.

1948 assassinio di Jorge Elicice Gaitan (delitto organizzato dalla Cia) candidato presidente e probabile vincitore appoggiato da un forte e crescente appoggio popolare; nascita in alcune zone rurali di gruppi guerriglieri  come autodifesa armata delle comunità contadine, gruppi diretti dal giovane Manuel Marulanda Velez (leader storico delle FARC).

1953 colpo di stato del generale Gustavo Rojas Pinilla e sviluppo di gruppi paramilitari chiamati “chulavitas” che avevano l’obbiettivo di sterminare comunisti e liberali di sinistra in tutto il paese.

1964 fondazione sotto la guida di Marulanda delle FARC.

1990 presidente Cesar Gravina apertura e libero ingresso senza controllo di capitali stranieri, il risultato un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita nelle campagne, restrizione del mercato dei piccoli agricoltori a vantaggio del latifondo e quindi impulso della coltivazione di coca vista dalle masse contadine come unico ingresso economico; conseguenza lo sviluppo del narcotraffico: ai vecchi cartelli dei narcotrafficanti si sostituiscono i gruppi paramilitari di estrema destra che godono di appoggi governativi come AUC (autodifese unite della Colombia) spesso operanti in modo coordinato con l’esercito regolare.

2002 elezione di Alvaro Uribe Velez (astensione della popolazione oltre il 53%), Uribe estese la guerra non solo contro le FARC ma anche contro le popolazioni considerate fiancheggiatrici della guerriglia. Crebbero enormemente le violazioni dei diritti umani , i massacri dei paramilitari, le sparizioni forzate e gli omicidi di sindacalisti, contadini, indigeni e militanti dei partiti di sinistra.

2012 presidente Juan Manuel Santos (ex ministro del governo Uribe) sotto la spinta delle transnazionali che vedono nelle FARC un ostacolo ai loro progetti economici e di paesi dell’america latina si insedia a l’Avana di Cuba una tavola di trattativa  per la pace, presenti le rispettive delegazioni, tra il governo colombiano e le FARC-EP.

 

27/09/2013  (segue 2° parte)

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