Mani nei capelli!

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Ci dispiace dare solo informazioni  non confortanti, roba da mettersi le mani nei capelli, ma sentite questa:

 

“Un’alleanza autentica tra strutture sanitarie private accreditate e ospedali pubblici ha permesso di arginare l’emergenza che così violentemente ha colpito la Regione Lombardia. Il modello sanitario lombardo ha mostrato tenuta, coesione, collaborazione e straordinaria reattività, mettendo in campo le migliori competenze cliniche e scientifiche”.

Sembra incredibile, ma davvero con queste parole è contrassegnata la pagina pubblicitaria, comprata sui giornali mainstream, dalla “banda dei quattro” composta da Confindustria Lombardia, Associazione Italiana Ospedalità Privata (AIOP), Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari (ARIS) e Regione Lombardia.

Una pagina-manifesto intitolata ancor più incredibilmente: “228.224 vite salvate in Lombardia” e piena di elogi per il contributo dato dalla sanità privata.

Non una parola per gli oltre 10.000 morti, che hanno dato alla Lombardia il triste primato mondiale del territorio con letalità più alta dallo scoppio della pandemia.

Non una parola sulla sciagurata scelta di trasferire i malati di Covid19 nelle RSA, trasformate in focolai di contagio, determinando vere e proprie stragi localizzate di popolazione anziana, sulle quali la magistratura ha aperto diverse inchieste.

Non una parola sulla piena libertà lasciata alla sanità privata di decidere se, come e quanto collaborare dentro un’emergenza sanitaria che ha devastato la vita della regione.

E, quanto al contributo di Confindustria, è stato senz’altro determinante: è, infatti, dalle sue pressioni, esercitate in tutte le direzioni, per non sospendere alcuna attività produttiva che si devono le tragedie di massa sperimentate dalle province di Bergamo e Brescia, le aree più industrializzate d’Italia, sulle quali si è alzato il muro del profitto per impedire le chiusure necessarie alla tutela della salute di lavoratori e cittadini.

Marco Bersani Attac Italia

 

continua qui https://www.attac-italia.org/sanita-la-coda-di-paglia-della-lombardia/

 

Riaprire  le attivitá produttive non essenziali nonostante il continuo diffondersi del Covid 19 é un crimine!

Ma…Confindustria esige la riapertura delle attività produttive.

Da notare che il  decreto del 23 marzo consentiva ai padroni che non rientravano nei parametri di sicurezza di poter derogare ai divieti governativi autocertificando il carattere essenziale della loro attività produttiva.

Sono 71000 le aziende che si sono autocertificate come “essenziali” .

Di queste il 67% è dislocato tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le regioni più colpite dall’emergenza sanitaria.

Detto tutto!

 

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