L’Ucraina e la coscienza occidentale

Ne é passata di acqua sotto i ponti dall’orgoglioso cogito ergo sum  di Cartesio, esisto perché penso. Intellettuali non occidentali discutono in questi giorni dell’atteggiamento europeo e USA nella crisi ucraina. E le considerazioni sono  poco edificanti per i cittadini europei e nord americani.

Possibile che l’opinione pubblica occidentale non reagisca alle dichiarazioni USA, ai proclami di Kerry e Obama sul diritto o meno di invadere altre nazioni? O alle lezioni di democrazia della cancelliera Merkel che ha appena contribuito a rovesciare un governo eletto?

Tutti si chiedono come sia possibile non reagire all’entrata in politica dei partiti nazisti, alla soglia delle elezioni europee, e alla indecente accozzaglia di nazi e ultranazionalisti che fa parte del neo designato governo ucraino. Nonostante le notizie di torture, uccisioni, violenze continue. Un governo golpista che non solo ha vietato le lingue minoritarie nel paese, ma come primo segno di democrazia ha azzerato la corte costituzionale e messo sotto accusa i suoi membri, l’unico organo che poteva garantire un processo democratico di avvicendamento del potere.  Normale esercizio della democrazia?

nazi teuto

 E’ possibile. Perché l’opinione pubblica occidentale, sulle due sponde dell’altantico, vive nell’illusione 1: di essere informata e educata intellettualmente e 2: di costituire la referenza globale per quanto riguarda i diritti e la democrazia. Qualsiasi presa di coscienza piú approfondita metterebbe in crisi queste convinzioni e rivelerebbe il ruolo degli occidentali negli affari del mondo.

L’intossicazione mediatica su democrazia, diritti, e superioritá occidentale, reiterata anche da van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo, nella dichiarazione dei giorni scorsi, che rinvagava contro la Russia il famoso scontro di civilizzazioni, serve ad occultare delle veritá imbarazzanti. Il fatto che il sistema di vita occidentale si basa su una rapina oltraggiosa, che da tempi immemorabili saccheggia, annichilisce e distrugge altri popoli, oltre a mandare l’intero pianeta in malora.

Questa realtá, che per il resto del mondo é cosí chiara e lampante, non é accettabile in Occidente; il processo di autocensura e oblio ha raggiunto un livello di perfezionamento totalizzante. Gli occidentali vivono in un mondo a sé stante, nutrito di frottole e castelli in aria, convinti di essere dalla parte della ragione, di essere portatori di messaggi “avanzati” e “democratici”. Culturalmente succubi degli onnipresenti media, che ormai hanno sostituito cultura, arte, e pensiero critico, non vedono al dilá del loro naso, non colgono le implicazioni e le conseguenze di quello che accade anche quando ció li riguarda da vicino (il piano USA contro la Russia finirá per colpire proprio la UE , prima vittima delle sanzioni e della nuova guerra fredda).

nazi maidan

I bastioni culturali occidentali sono franati o stanno franando a gran velocitá.  La cultura si fa con i twitter, la privatizzazione dell’educazione ha colpito duro, il mercato é entrato a tutta forza in arte, cultura e comunicazione e ne ha fatto strage. I media hanno raggiunto un livello di sudditanza verso il potere imbarazzante, che fa impallidire regimi per anni giudicati repressivi della libertá di parola. La qualitá dei discorsi e delle analisi raggiunge livelli di idiozia e inconsistenza insopportabili. La classe politica occidentale é di una mediocritá imbarazzante, che non passa inosservata. Il suicidio delle organizzazioni di classe ha trascinato con sé l’identitá dei subalterni, integrati in una classe media mondiale omologata, consumista, e scervellata, la cui preoccupazione principale é distanziarsi dalle proprie origini, vissute come un peccato originale.

Ogni critica é destinata a morire se esiste una veritá che non puó essere detta. E’ quello che media a cultura occidentale non possono rivelare: che l’Occidente “democratico” e imperialista é la causa dei mali del pianeta. Che lo sviluppo capitalistico, cosí accanitamente perseguito e difeso a spada tratta, é una rovina per tutto il resto del mondo; che gli occidentali vivono al di sopra dei propri mezzi perché altri sono ridotti in miseria a suon di trattati, di rovesciamenti di governi, di guerre, di destabilizzazioni.

Questo fatto é ben conosciuto dal resto del mondo, che osserva e critica: le opnioni pubbliche latino americane sanno cosa sono gli occidentali; gli africani lo sanno benissimo e lo sperimentano sulla loro pelle quotidianamente; gli asiatici pure. Piú le elite del resto del mondo si allineano con l’occidente e partecipano alla rapina, piú sono benvolute; quando non ci stanno, c’é la guerra, ci sono le sanzioni, la demonizzazione mediatica.

352652_Prince-Charles-danceI cittadini del mondo sanno che il governo ucraino é stato rovesciato da un golpe finanziato e organizzato dagli USA e dai paesi della UE. Sanno anche che il pericolo per la pace mondiale viene dagli USA, non dalla Russia. Sentono sulla loro testa droni e bombe, protestano e fronteggiando, ignorati da tutti, galera e torture come in Bahrain; vivono la colonizzazione e l’appartheid come in Palestina, si scontrano ogni giorno con governi autoritari supportati dall’occidente come in Turchia; fronteggiano tentativi golpisti e destablizzanti in tutta l’America Latina. Sanno chi sono gli alleati occidentali, come Israele e l’Arabia Saudita, e ne conoscono le malefatte.  Ci sono paesi totalmente annichiliti da guerre come l’Iraq, da golpe,come Haiti; c’é la Siria in preda alla crociata jiadista, l’Afghanistan tornato all’etá della pietra, il Mali destabilizzato, la Libia devastata…la lista é lunga.

La crisi Ucraina mostra l’incapacitá occidentale di reflettere e utilizzare le capacitá critiche di cui tanto si vanta. L’opinione pubblica é invece a suo agio con bugie e alterazioni della veritá assurde e ridicole, di cui non vuole cogliere l’irrazionalitá e la totale infondatezza. Destra e sinistra istituzionali unite in questa grande fiera della propaganda. Nonostante le giornate della memoria e la memoria storica reale della seconda guerra mondiale, non collega i nazi fascisti ucraini con alcun raziocinio critico. Gli emuli delle Waffen SS lituane sono ora camerati di Cameron nel gruppo conservatore europeo, ma la coscienza occidentale non sembra interessata. Lo é di piú alla guerra mediatica scatenata contro la Russia, alla sempiterna e becera demonizzazione di Putin, molto piú rassicurante circa la superioritá occidentale. Boicotta i giochi di Sochi, in nome di diritti che in occidente vengono violati senza ritegno. Dopo aver festeggiato con giubilo la caduta del muro rispolvera dagli armadi la  guerra fredda. nazi 1

Cosí facendo invia al resto del mondo, con l’eccezione di chi protesta e si svincola dal flusso generale (e non sono molti purtroppo) un messaggio chiaro: giocheremo fino in fondo il nostro ruolo. Faremo la guerra se serve a salvare il nostro livello di vita, rovesceremo governi, destabilizzaremo, cercheremo con ogni mezzo di impedire ad altri paesi di crescere e competere con noi. Continueremo a produrre sub-cultura, spazzatura intellettuale e politica d’accatto per coprire questa nostra scelta; continueremo a dare lezioni di democrazia e diritti al resto del mondo, senza temere il ridicolo, perché capiscano che noi, solo noi, abbiamo il diritto di decidere cosa é corretto e cosa no.

Visto dal mondo non occidentale questo declino arrogante e squalificato é da una parte preoccupante, ma dall’altra anche interessante. Per dirla con Gramsci, l’occidente  ha perso l’egemonia, il re é nudo, tutti lo possono finalmente vedere per quello che é: ignorante, ipocrita, avido e pronto a tutto. Un vorrei ma non posso, visto che ora é anche in rovina economicamente. Sará importante osservare come questa perdita di egemonia si refletterà sul resto del mondo, che cosa susciterá e, come appare in America Latina, i modelli alternativi che nasceranno da questa caduta.

I gruppi anti-capitalisti in occidente lo hanno capito e sono sempre meno occidente-centrici, guardano ad altre lotte, per solidarizzare, imparare, e liberarsi di questo fardello  di ipocrisia e arroganza. Cercano,  come nel periodo coloniale, di svincolarsi da questa costruzione politica e culturale rovinosa. Saranno l’unico frutto di questa cultura morente di cui andare fieri.  Il resto rischia di finire  nel cesso della storia!

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