…LA TONNARA DI SCOPELLO – SICILIA – lotta di classe diritti e lotta contro la PROPRIETA’ PRIVATA cose dell’altro mondo?…

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PROPRIETA’ PRIVATA DIRITTI PUBBLICI

SINISTRA BATTI UN COLPO:

Prendo l’occasione della storia della Tonnara di Scopello per alzare il sipario su un argomento che tocca i diritti di tutti. di come una comunità lotta e combatte per difendere un luogo che rappresenta anche l’identità e la vita dei suoi abitanti.

Qui sotto un appello che chiama a mobilitarsi a far sentire la voce di un diritto che dovrebbe essere un diritto acquisito in modo naturale da tutti.

Giorni di pagine sui quotidiani dedicati all’argomento hanno invaso di parole la carta stampata e la rete…

http://video.repubblica.it/edizione/palermo/tonnara-contesa-tutti-in-fila-per-un-tuffo/208362/207460?ref=search

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Tonnara di Scopello: il Comune ora ci prova con l’ordinanza !

Questo il comunicato stampa del Comune di Castellammare del Golfo:

Libero accesso al mare di Scopello.
“Il cancello della ex Tonnara deve rimanere aperto tutti i giorni”
Un’ordinanza comunale stabilisce la libera fruizione del mare antistante i faraglioni di Scopello.

“L’accesso al demanio marittimo ed al mare nella baia antistante i faraglioni di Scopello e l’ex Tonnara di Scopello è libero, gratuito ed è fatto divieto a chiunque di porre ostacoli o limitazioni al libero accesso pedonale al mare”.

Lo stabilisce un’ordinanza a firma del dirigente del settore Lavori Pubblici dell’ufficio tecnico comunale, Simone Cusumano, e condivisa dal sindaco Nicolò Coppola.

L’ordinanza stabilisce che per fruire liberamente del mare nei pressi dei faraglioni di Scopello “dovrà essere lasciato un passaggio (varco) non inferiore a ml. 1,50, ai fini del libero transito sia nella stradella che conduce dalla strada provinciale al cancello di ingresso pedonale della ex Tonnara, sia nello spiazzo che deve essere attraversato per giungere all’area demaniale, nonché al mare”.

«L’ordinanza ha il pubblico interesse di consentire il libero accesso e la libera fruizione del tratto di mare antistante i faraglioni di Scopello. Ho più volte precisato che passaggio libero significa che devono comunque esserci delle regole che disciplinano l’accesso per tutelare il bene storico culturale ed il paesaggio -afferma il sindaco Nicolò Coppola-. In tal senso avevo inviato una lettera ai comproprietari della Comunione della tonnara di Scopello e Guzzo in cui ho specificato che lo stato dei luoghi rimane immutato e l’edificio della Tonnara, in quanto privato, non è interessato dal procedimento di regolamentazione dell’accesso al mare che deve essere libero e non soggetto ad alcun onere a carico dei cittadini e dei turisti. Per una migliore fruizione pubblica avevo auspicato una regolamentazione condivisa con la proprietà, adesso, nell’interesse di tutta la cittadinanza, si è reso necessario rendere esecutiva l’ordinanza che prevede la rimozione di qualsiasi ostacolo alla libera fruizione e precisa regolamentazione a tutela dei luoghi. Permane la disponibilità, da sempre espressa, di revocare l’ordinanza in presenza di concreta disponibilità da parte della proprietà».

La dettagliata ordinanza precisa che “al fine di consentire il libero passaggio, il cancello pedonale della ex Tonnara deve rimanere aperto tutti i giorni almeno dalle ore 9 alle 19 (in primavera ed estate) e almeno dalle 9 alle17 (in autunno ed inverno). La barra attualmente presente all’ingresso della stradella di collegamento dalla strada provinciale al cancello di ingresso della ex Tonnara “potrà essere mantenuta ma dovrà essere libera al sollevamento per consentire in qualsiasi momento l’accesso ai mezzi di soccorso, ai mezzi di servizio del Comune, ai mezzi dei diversamente abili, ai mezzi della polizia municipale e ai mezzi delle forze dell’ordine”. Segue una lunga serie di divieti nell’area demaniale antistante il mare (effettuare picnic, posizionare tavoli, sedie, sdraio, lettini, ombrelloni, sostare con tende, roulotte, camper, pescare…)

Portavoce del Sindaco: Annalisa Ferrante

Questo invece un documento del Circolo Metropolis di Castellammare del Golfo in risposta al commento di Corrado Augias su La Repubblica del 7 luglio 2015 ad una lettera della proprietà indirizzata allo stesso Corrado Augias:metropolis-augias_o

http://www.alqamah.it/2015/04/28/lappello-del-circolo-metropolis-sul-libero-accesso-alla-tonnara-di-scopello/

sicilia-scopello

LA PROPRIETA':

La Tonnara contesa
CARO DOTT. Augias, abbiamo appreso che il Comune di Castellammare del Golfo (Trapani) starebbe per notificarci un atto che impone il libero accesso all’interno della cinta muraria del complesso monumentale della Tonnara di Scopello. È uno dei più importanti complessi monumentali costieri italiani, privo di fascia demaniale, sottoposto al codice dei Beni culturali e del paesaggio, altresì protetto come sito di interesse comunitario e zona a protezione speciale. Pur essendo una proprietà privata fin dalla sua edificazione, che risale al Medioevo, pur avendo vinto ogni controversia giudiziaria contro il Comune che imponeva il libero accesso per la balneazione, noi proprietari consentiamo l’ingresso del pubblico per 365 giorni l’anno, in modo regolamentato con la Soprintendenza e con un biglietto di 3 euro, così come avviene alla limitrofa Riserva dello Zingaro ed in qualsiasi altro monumento nel mondo. Il ricavato copre le spese, contribuisce al restauro e al mantenimento del sito, senza ricevere alcun contributo pubblico. Svolgiamo cioè un servizio al pubblico senza gravare sulle casse dello Stato. Non solo. Locando anche il sito e le abitazioni condividiamo con chi lo desidera anche gli spazi riservati alla proprietà. Garantiamo così la sostenibilità economica di un immobile storico complesso e fragile, contemperando tutela e conservazione con la fruizione regolamentata del pubblico: circa 70 mila persone, senza contare gli ospiti residenti. Questo turismo culturale ha importanti ricadute sull’economia locale anche per via di film, spot, cataloghi di moda ed eventi internazionali qui ambientati.
Arch. Leonardo Foderà — amministratore e comproprietario
DELLA TONNARA di Scopello conosco purtroppo solo le foto esistenti in rete. Bastano a far capire che cosa sia in gioco: un tratto di costa di incomparabile bellezza con alcuni antichi edifici che la sovrastano, meticolosamente restaurati e conservati. La minaccia del Comune, al di là delle pressioni o delle intenzioni che possono averla motivata, pone in realtà un problema tipico delle civiltà di massa. È lecito, è bene, aprire tutto a tutti indiscriminatamente? O ci sono luoghi, compresi quelli naturali, che vanno tutelati? La cui fruizione dev’essere sottoposta a regole e vincoli? Molti anni fa ho vissuto un’esperienza del genere per il Parco nazionale d’Abruzzo inaugurato nientemeno che nel 1922, tra i primi in Europa, seriamente minacciato negli anni Settanta dalla speculazione edilizia e da un uso e abuso indiscriminato di gitanti la cui esuberanza sconfinava non di rado nel vandalismo. In una certa misura quella battaglia fu vinta grazie all’impegno del Wwf e personalmente di Fulco Pratesi. Lo stesso dilemma sembra proporsi per Scopello in una zona difficile quale la provincia di Trapani. Vedremo se e come l’amministrazione saprà conciliare il godimento di un bene e la doverosa conservazione del territorio.
Lettere: Via Cristoforo Colombo,90 00147 Roma
Fax: 06/49822923
Internet: rubrica.lettere @repubblica.it
CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it
07 luglio 2015

Tonnara di Scopello, il Tar sospende l’ordinanza del Comune: torna l’accesso a pagamento

Bloccato il provvedimento del Comune che istituiva l’ingresso libero al mare. Legambiente: “Era un atto di arroganza”

di EMANUELE LAURIA 3 agosto 2015

Il Tar Sicilia dà ragione ai proprietari della tonnara di Scopello: stop ai bagni gratuiti davanti ai faraglioni. I giudici amministrativi hanno infatti accolto la richiesta di sospensiva presentata dall’avvocato Gaetano Armao per conto di alcuni soci della “comunione della tonnara di Scopello e Guzzo” che riunisce i circa trenta proprietari del sito. Stop all’ordinanza del Comune che aveva decretato l’accesso libero al mare. Il dieci settembre quando il Tar tornerà a riunirsi sull’argomento. A favore dei privati si era schierato un ampio fonte di ambientalisti e intellettuali che aveva denunciato lo stato di degrado dei luoghi attorno alla Tonnara, in seguito alla indiscriminata riapertura al pubblico.

…I diritti ed i doveri, gli equilibri precari di un sito come Scopello e come i tanti che abbiamo nel nostro Paese l’Italia sono delicati difficili da gestire ma….i diritti di tutti vanno difesi accuditi dai suoi rappresentanti ed abitanti e da tutti con rispetto, preservarli dal loro degrado naturale, sociale, politico speculativo…cosa possiamo fare se non imparare dalle vittorie e dalle sconfitte?…RICORDARCI ancora una volta che la terra come l’acqua dalle sorgenti ai mari è di tutti… che i tutti imparino a rispettarla e a rispettarsi…è un fattore culturale è un fattore sociale, politico…in ogni caso difendere la bellezza dalla speculazione della proprietà privata è un dovere…poi dipende da noi da come abbiamo preso coscienza del vivere nel mondo con il mondo…

Ricevo e pubblico:

LIBERO ACCESSO MARE DI SCOPELLO

Da qualche giorno l’accesso al mare di Scopello è ritornato a pagamento a beneficio dei proprietari

Adesso che pagano una sorta di “pizzo” semplicemente per arrivare al mare, i visitatori non sono

più dei “vandali”, ma turisti civili e ben educati, e chi si è battuto per il diritto costituzionale di

libero accesso al mare è preso per un mafioso dagli ormai ex amministratori della Tonnara

Siamo stanchi di menzogne e di gratuite denigrazioni da parte di chi non ha le carte in regole per

ergersi a paladino dell’ambiente e che agisce invece per intenti personali o puramente speculativi.

Noi, associazioni e cittadini che da sempre amiamo le bellezze di Scopello e di tutta la costa che

abbiamo difeso dagli attacchi speculativi e dal cemento, continuiamo la nostra battaglia, che è

condivisa anche da decine di scrittori e intellettuali che hanno preso posizione.

 IL MARE E LA COSTA SONO BENI COMUNI E DEVONO ESSERE FRUIBILI

Concentramento al Baglio di Scopello per poi arrivare a un sit-in sulla

COORDINAMENTO MARE LIBERO DI SCOPELLO

LAURUS CULTURA E AMBIENTE ONLUS

CIRCOLO METROPOLIS

CASTELLO LIBERO ONLUS

CAI SOTTOSEZIONE DI C/MARE

SOCIETÀ OPERAIA C/MARE SOMS

GENITORI DI BUONA VOLONTÀ

FARE AMBIENTE C/MARE

FARE AMBIENTE ALCAMO

SALVIAMO MONTE BONIFATO

VIVI IL BOSCO ALCAMO

SALVIAMO IL CASTELLO DI CALATUBO

ASS. CULTURALE PEPPINO IMPASTATO CINISI-TERRASINI

visitate questo sito grazie:http://www.nazioneindiana.com/2015/08/07/sicilia-spa/#comment-284938

L’accesso al mare alla tonnara di Scopello è uno spazio piccolo e scosceso, ma su quella stretta banchina di fronte ai faraglioni si stanno concentrando molte e grandi questioni: una certa idea del privato e del pubblico, il diritto di usufruire della bellezza e il modo di preservarla, lo scontro tra memoria e oblio, l’uso del pregiudizio e il capovolgimento delle informazioni.

 

Un’estate di polemiche e di colpi di scena giudiziari ne ha fatto una vicenda davvero emblematica. Per tutto questo è una battaglia che non riguarda più soltanto il comune di Castellammare del Golfo e le parti in causa, ma solleva un aspro confronto sul rapporto tra beni comuni, istituzioni e cittadini.
La linea secondo cui il privato sia più affidabile del pubblico che, per una volta, cerca di amministrare i beni comuni con rigore sta cercando di imporsi, anche con la benedizione e il sostegno di alcune voci che sembrano parlare a nome di tutti.
Si vorrebbe far arrugginire la memoria come le àncore che occupano una parte di quello spiazzo, visto che uno dei mali dell’affarismo in Sicilia è passato proprio da pubbliche amministrazioni che hanno favorito interessi privati su beni comuni, spesso con ordinanze confezionate ad hoc.
Aderiamo quindi alla lettera di Evelina Santangelo, come scrittori che hanno a cuore il rispetto elementare dei diritti, delle leggi, e il bene pubblico.

Fabio Stassi

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…La lotta della popolazione continua ed è sorella della lotta per la creazione della riserva dello Zingaro di anni fa…Riserva che oggi esiste e si sviluppa grazie a queste lotte, non ascoltare la persone, le associazioni i gruppi che li vivono o le genti che li ci sono state anche poche ore ma che si sono sentite a casa nel mondo… spero si schierino con chi difende i diritti di tutti e poter contrastare i diritti di pochi di quella proprietà privata che da sempre difendendo i suoi interessi si scontra aspramente da sempre con i diritti di tutti…tutto ciò è criminale ed è un grosso errore far pagare un accesso al mare…un po di storia:

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La tonnara di Scopello è una delle più importanti e antiche di tutta la Sicilia, fu edificata non prima del XIII secolo e notevolmente ampliata dalla famigliaSanclemente nel corso dei secoli XV e del XVI, passò quindi alla Compagnia di Gesù e infine alla famiglia Florio. Si trova nel territorio di Castellammare del Golfo

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Storia

Un geografo arabo, Idrisi, che verso la seconda metà del XII secolo descrisse la Sicilia, non fa particolare menzione di Scopello e questo fatto ci induce a ritenere che dovesse, a quel tempo, essere poco popolato o abitato soltanto stagionalmente per l’esercizio di una piccola tonnara. Il territorio dove sorgeva il malfaraggiu o marfaraggiu (vocabolo di indubbia origine araba[1]), ovvero il fabbricato per la ciurma e per il deposito della tonnara[2], che aveva iniziato l’attività nel XIII secolo, apparteneva al demanio di Monte San Giuliano. Rimase possedimento demaniale fino al XV secolo: il 1º marzo 1442 fu concessa a Simone Mannina – dal procuratore generale di Alfonso V d’Aragona Gisberto de Sfar – per 40 onze con la clausola della restituzione presso il notaio palermitano Pino de Ferri[3]. Alla sua morte passò alla figlia Bartolomea che la apportò per matrimonio a Giovanni Sanclemente il quale, impiegandovi parte del suo patrimonio volendola rendere più efficiente, ne ottenne concessione perpetua con la facoltà di ampliarla da parte di Lope III Ximénez de Urrea y de Bardaixi Viceré di Sicilia con privilegio del 28 marzo 1468; solo a partire da questa data si può parlare di una tonnara vera e propria. A Giovanni Sanclemente succedette il figlio Simone Sanclemente, barone di Inici, che ebbe la conferma della stessa successione con privilegio dato a Toledo il 18 luglio 1502. Il barone Simone Sanclemente ebbe, tra gli altri figli, Giuseppe Sanclemente, il primogenito, che pervenne in possesso dei due terzi della tonnara, e Giovanni Sanclemente, il terzogenito, a cui fu assegnata la rimanente parte; a Giuseppe succedette il nipote Simone Sanclemente (figlio di Giovanni Sanclemente) il quale però non ebbe discendenza, sicché alla sua morte la quota da lui posseduta passò alla madre Allegranza Sanclemente; Giovanni ebbe anche una figlia, Francesca, che ereditò la parte di tonnara del padre ma non ebbe discendenza; Allegranza divenne quindi unica proprietaria della tonnara (e delle altre proprietà dei Sanclemente) e, con testamento del 12 gennaio 1597, ne assegnò due terzi al Collegio dei Gesuiti ed un terzo al Monastero del SS. Rosario di Trapani[4]. Quando nel 1767 fu soppressa in Sicilia la Compagnia di Gesù da Ferdinando III di Borbone su sollecitazione del Segretario di Stato Bernardo Tanucci, la loro quota della tonnara ridivenne possedimento demaniale, e fu in seguito acquistata alla somma di 20.000 scudi da Baldassare Naselli principe d’Aragona. Nel 1805 tuttavia, i Gesuiti, ritornati in Sicilia riuscirono a rientrare in possesso della loro quota; un decreto di Giuseppe Garibaldi del 17 giugno 1860 scioglieva nuovamente la Compagnia di Gesù, tutti i beni e le proprietà della Compagnia diventavano così demanio del nuovo Stato unitario. Dopo l’unità d’Italia, 2/8 della tonnara vennero acquistati da Ignazio Florio nel 1874. Di grande importanza economica, la tonnara è stata attiva fino alla seconda metà del XX secolo.

La struttura

Torre risalente al XIII secolo situata su uno scoglio prospiciente la tonnara di Scopello

I magazzini della tonnara.

Sulle rocce sopra la tonnara sono visibili due torri, una del XIII secolo della quale rimangono solo le rovine facente parte del complesso della tonnara, e la seconda, del XV secolo, che fu progettata dall’ingegnere fiorentino Camillo Camilliani e non ricade nel territorio di pertinenza della tonnara.

Il nucleo iniziale

L’epoca di costruzione del primo nucleo e della torre situata sullo scoglio non dovrebbe essere anteriore al XIII secolo, risultando evidente questa datazione dall’esame di alcune tecniche costruttive tipiche di quell’epoca: ad esempio quella adottata nella volta a piccoli conci che ricopre uno degli ambienti delmarfaraggiu o nelle murature della stessa torre. Il nucleo più antico si individua facilmente nel corpo di fabbrica che sta addossato alla roccia sulla quale si eleva la detta torre di guardia: queste prime strutture furono costruite dal Demanio regio e la torre serviva alla difesa della tonnara e del territorio di Scopello.

Ampliamento realizzato dai Sanclemente

Fino al 1468, anno in cui Giovanni Sanclemente chiese ed ottenne la concessione perpetua della tonnara, il marfaraggiu di Scopello ha conservato dimensioni modeste. Grazie all’ampliamento da lui realizzato la tonnara ha assunto un aspetto non molto dissimile da quello attuale[5]. L’intervento dell’aristocratico trapanese comportò l’edificazione di tutti i corpi di fabbrica che circoscrivono, insieme all’antico nucleo, il baglio della tonnara; segnatamente:

  • La casa del custode, detto bagghieri e figura di riferimento per tutti gli addetti alla tonnara;
  • I magazzini nei quali venivano conservati attrezzi di piccole dimensioni e minuterie;
  • Il magazzino del bottaio;
  • La falegnameria;
  • L’ampio magazzino destinato alla conservazione delle reti, delle gomene e dei cavi d’acciaio, sia quelli semplici sia quelli impatornati. Qui era riposta la leva, ovvero la fittissima rete che costituiva la camera della morte.
  • Il magazzino del sale, con un soppalco in legno: qui veniva conservato il sale necessario alla conservazione, dentro i barili di legno, del tonno pescato;
  • Il magazzino dei sugheri: qui, oltre ai sugheri, erano custoditi gli alberi delle imbarcazioni della tonnara e le palme, ovvero i lunghi elementi verticali che, con il loro movimento, avevano la funzione si segnalare a distanza le variazioni delle correnti marine;
  • Una loggia, detta appenditoio, dove venivano appesi i tonni dopo il loro trasporto a terra per effettuare le varie fasi di lavorazione;
  • Un magazzino da cui si ha la possibilità di imbarco direttamente nella caletta sottostante;
  • Il magazzino attrezzato per l’allestimento delle reti;
  • Il magazzino per il deposito di remi e timoni;
  • Lo scagno, ovvero il locale dove veniva effettuata la paga della “decina” della ciurma;
  • Il piccolo forno del custode[6].

Ampliamento realizzato dai Gesuiti

Nel periodo in cui la tonnara rimase in possesso dei Gesuiti e del Monastero del SS. Rosario di Trapani, furono apportati miglioramenti nei corpi di fabbrica già esistenti, fu costruita o ricostruita una chiesetta barocca. Vennero poi costruiti o quanto meno trasformati sia i magazzini per il ricovero delle barche sia il corpo di fabbrica destinato all’alloggio dei pescatori, segnatamente:

  • Il forno e la taverna dove si distribuivano ai tonnaroti il pane, il vino e la legna per cuocere la ghiotta, ovvero il pesce minuto;
  • Lo spazio destinato all’accatastamento della legna da distribuire alla ciurma;
  • Il deposito delle masserizie;
  • L’abitazione del rais, con annesso il magazzino delle catene e quello per la conservazione di materiale vario;
  • L’alloggio per 40 tonnaroti con annessa la rimessa di “muciare”, “caicchi” e delle “lance”;
  • Le cucine e i gabinetti;
  • Le trizzane, ovvero le rimesse dei “palischerni”[7].

Ampliamento realizzato dai Florio

Nel 1874, i 2/8 della tonnara furono acquistati da Ignazio Florio. A lui si deve, oltre ad opere di miglioramento generale, la sopraelevazione di uno dei corpi di fabbrica del baglio per potervi ricavare nuovi locali destinati all’amministrazione.

L’attività

Pesca del tonno nei pressi della tonnara di Scopello (1947).

La più antica notizia documentata relativa all’attività della tonnara di Scopello può essere ricavata dal “Quaderno delle Gabelle”, datato prima del 1312, che fa ipotizzare un esercizio organizzato della stessa tonnara già dal XII secolo. Una certa continuità dell’attività della tonnara è anche testimoniata da un atto notarile del 15 gennaio 1421, relativo a basi temporanee di pesca installate a Scopello: all’epoca la tonnara doveva però essere costituita da un complesso alquanto modesto dacché nel Liber de Secretiis del Barberi viene indicata come “tonnaria parva sive thonus maris”[8]. Non sono pervenuti dati relativi al reddito della tonnara sino alla fine del XVII secolo. Per quanto riguarda i due terzi di proprietà gesuitica, sappiamo che il profitto medio si aggirò sulle 500 onze annue, e raramente la gestione chiuse in passivo. Negli anni in cui, una volta espulsi i Gesuiti, la loro quota di tonnara fu venduta a Baldassare Naselli, la gestione andò in perdita. La tonnara, passata nel 1874 in proprietà al gruppo Florio, venne ulteriormente potenziata ed ammodernata: nel periodo compreso tra il 1896 ed il 1905, il valore del pescato oscillò dai 2480 ai 1043 quintali. Nel periodo successivo si ebbero forti variazioni del pescato annuo. Per quanto riguarda il periodo che va dal 1922 al 1962, vi sono dati più puntuali. Il pescato medio annuo risulta di tonni 472, con un minimo di 30 nel 1929 ed un massimo di 1335 tonni nel 1938. Successivamente nel decennio tra il 1961 ed il 1970, lo standard normale si assestava sui 600-800 quintali annui. Negli ultimi anni in cui la tonnara fu produttiva, l’annata migliore è stata quella del 1977 con un pescato di 700 tonni. Nel 1981 la tonnara fu prescelta per sperimentazioni biologiche.

La tonnarella dell’Uzzo

Tonnarella dell’Uzzo

La tonnarella detta “dell’Uzzo” (o “del Guzzo”) costituisce un elemento complementare della tonnara; essa ricade nel limitrofo territorio di San Vito Lo Capo ed ha costantemente formato con la tonnara di Scopello un unico complesso. L’impianto che veniva calato in mare risultava molto ridotto ed era realizzato con quelle reti che venivano reimpiegate al termine dell’esercizio della tonnara principale; il marfaraggiu della tonnarella era piccolo ed essenzialmente destinato all’alloggio della ciurma durante il periodo di pesca, che iniziava quando terminava quello della tonnara. La tonnarella infatti entrava in esercizio subito dopo il cessare dell’attività della tonnara di Scopello, aveva una camera della morte più piccola e leggera, tale da poter essere salpata più volte nello stesso giorno da un ciurma ridotta e più ridossata: tale camera catturava, oltre ai grossi tonni adulti, anche tonni più piccoli e pesci di taglia inferiore[9].

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