Nell’oceano delle notizie come scegliere cosa leggere e guardare e….

In rete ci sono molte informazioni di tutti i generi, notizie, vendite di tutti i tipi di merci, servizi, si cercano soci, amici, soldi si fanno petizioni si creano partiti si ascoltano spartiti si cercano gli spariti si creano soldi virtuali e chi più ne ha più ne metta. Come scegliere e capire quali di queste informazioni siano vere e utili è sempre più difficile.  Oggi la risposta è legata spesso alla nostra capacità individuale di scegliere fra le migliaia di notizie ed immagini merci e servizi che ci circondano frenetici e avvolgenti con continue sollecitazioni minuto dopo minuto senza darci il tempo e la capacità di  farci ragionare ma con lo scopo di consumare. Capire come muoversi dentro questo grande mercato per scegliere e  capire quale siano i mondi in cui viviamo veramente diventa sempre più importante e difficile. Come fare?

La storia della strada che in Italia ci ha portati sino ad oggi si può leggere in tanti modi. Fra i tanti documenti che girano in rete sul paese Italia pubblico quello di Paolo Barnard  scelto da me a “caso”. Barnard di questi tempi frequenta anche la rete di LA7 televisione italiana. Ed è per caso che incontrandolo sorfando con il telecomando fra le reti televisive l’ho visto in uno di quei programmi come…. La Gabbia di ieri sera 29 gennaio 2014 che fanno la così detta “informazione-denuncia”. Credo che molti partendo da storiche trasmissioni televisive come quella di Gad Lerner o Report della Gabanelli sino a Santoro ed altri in questi anni si siano anche stancati di vedere denuncia dopo denuncia quello che nei loro settori bene o male vedono tutti i giorni sul territorio o nei posti di lavoro per le strade italiane e del mondo ma nulla o poco cambia nei fatti. Nel frattempo in rete sono sempre più numerose singole/i soggetti o gruppi di persone che lanciano la loro bottiglia nell’oceano della rete. Sembrerebbe da quello che ci dicono che gli anziani siano rimasti gli ultimi a guardare le televisioni mentre i giovani usino solo la rete e i social network o reti sociali. Nessuna intelligenza organizzata in Italia era riuscita ad organizzare il passaggio successivo della denuncia andando quando va bene solo a sbattere contro i muri delle aule dei tribunali, il famoso demandare ai giudici il fare della politica vedi Di Pietro e il suo ex partito prima dell’arrivo del movimento 5 stelle. Arriva Grillo e soci ed il movimento 5stelle fa bingo e arriva in parlamento. Cosa che non riesce più ai tanti partiti che si caratterizzavano oltre il terreno del PD e PDL. Alla faccia del bipolarismo perfetto nasce un terzo polo importante almeno numericamente parlando dalle ultime elezioni nazionali. Un terzo polo che si manifesta con e per una democrazia della rete nella rete rappresentante di una diffusa protesta trasversale alla società. Dietro alla faccia bella imbellettata e truccata della democrazia italiana sarebbe sempre il caso di sapere  vedere e ricordare chi sono i padroni delle emittenti tv o provider gestori della rete e quali interessi portano avanti. I partiti sono rappresentati da un lider massimo e non più da una loro connotazione politica precisa. Noi vediamo solo i vari personaggi dello spettacolo ( sempre più politici ) che ci parlano dal magico schermo del televisore del compiuter del cellulare dei tablet e di tutti quegli strumenti che a caro prezzo noi consumatori comperiamo ma da dove non vedremo mai i veri padroni che detengono e gestiscono le informazioni. Aver presente sempre quali interessi difendono e portano avanti questi padroni dell’informazione è doveroso. Come sarebbe doveroso ricordarsi chi e per chi e perché muovono i fili sui tavoli dei consigli di amministrazione o su quelli delle commissioni parlamentari oppure direttamente sugli scrigni del parlamento o più discretamente sui panfili dei monarchi del mondo. Noi come la maggioranza delle persone le televisioni le abbiamo sempre viste da una parte sola quella dello schermo e solo da pochi anni riusciamo ora attraverso la rete-internet (ancora) a comunicare i nostri punti di vista cercando di evidenziare nel possibile le parti in ombra che spesso sono all’origine degli avvenimenti che ci accadono. Ma mi chiedo la rete è vera democrazia? Non credo. Provate a sentire l’interessante intervento di Carlo Formenti http://youtu.be/4ekm2YMv9CQ parla di noi e di quelli che come noi produttori-consumatori frequentando attivamente la rete gòobale producono informazione. Anche noi ci ritroviamo oggi in rete o nella rete e sempre meno nelle piazze o nelle sedi a discutere a viverci vis a vis. Molti stanno praticando questa strada molti sono i blog ed i siti che crescono in rete come bottiglie lanciate nell’oceano dell’informazione cercando di farsi sentire e vedere. Si clicca per una petizione ma non si va a nessuna manifestazione. Così all’interno di questa pluralità di documenti inizio a pubblicare ripeto a caso uno di questi documenti che parla della storia dell’Italia dal 1992 al 2012 intitolato GUERRA FINANZIARIA ALL’ITALIA. Nel prossimo futuro ci dicono che saremo noi a sceglierci e programmarci quante ore e quali programmi scegliere e quanto del nostro tempo “libero” dedicare ai molteplici schermi che ci passano e passeranno fra le mani per  informazioni e  spettacoli o servizi di ogni genere. Ci dicono che siamo ancora autonomi nello scegliere i nostri stili di vita i nostri consumi. Questo è il punto. SCEGLIERE. Ora per quanto riguarda l’informazione quali di queste bottiglie dover stappare nell’oceano della rete e dei palinsesti? E quando arriverà il tempo nostro di decidere noi, pagando o non pagandolo il canone della televisione RAI (per ora ancora “pubblica”) e partecipare alle scelte dei programmi da produrre e vedere?   Un dibattito su che fare per farsi un’idea sul come e cosa poter scegliere di leggere e vedere nel grande oceano della comunicazione e dei servizi.

Alla luce anche degli ultimi eventi. Ieri il parlamento italiano decide di dare al consorzio delle banche italiane che poi sono i padroni della Banca d’Italia la possibilità di prendere direttamente soldi pubblici, l’ennesima marchetta data alle banche private, la notizia viene venduta dai più così: il movimento 5stelle vuole far pagare l’imu agli italiani e disonora il capo dello stato e l’assemblea.……il filmato rappresenta il punto di vista dell’autore Paolo Barnard: LumpenZito

 

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