I Consigli della Nonna-ORGANIZZARSI

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                                                                                 Organizzarsi

L’ex-portaparola della Tesoreria Britannica e consigliere economico di Gordon Brown quando questi era priamo ministro, ha lanciato un twitter piuttosto significativo nei giorni scorsi, davanti alla crisi dei mercati finanziari che ha fatto tremare le borse mondiali.
Damian McBride, questo, il suo nome, fornisce 3 consigli:
1. Tenere denaro contante a portata di mano e in un posto sicuro: é sbagliato pensare che le banche o i distributori automatici di contante siano funzionanti o che le carte di credito funzionino
2. Avete abbastanza scorte di acqua,cibo o altre cose essenziali a casa? Se non é cosí rifornitevi
3. Mettetevi d’accordo con i vostri cari per un luogo di incontro dove ritrovarsi nel caso trasporti e comunicazioni siano interrotti.
Non c’é male come viatico per la ripresa autunnale.
Da tutte le parti del pianeta, elite e economisti neo-liberisti e loro affiliati, tuonano contro il denaro liquido e lavorano attivamente per la sua eliminazione. Dopodiché tutti saremo controllati economicamente e potremo utilizzare i nostri averi solo secondo quanto prescritto dalle Banche centrali.
Al tempo stesso, grandi maneggiatori di denaro, brokers, o esperti di finanza da mesi continuano a dire che la cosa migliore da fare e tenersi i contanti o trasformarli in oro. Il prezzo dell’oro é tenuto basso apposta, per evitare che mezzo mondo getti via i dollari, ormai sul viale del tramonto come moneta mondiate, per comprare oro.

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Di fronte a questi messaggi catastrofisti, lanciati proprio da coloro che di questa catastrofe sono i diretti responsbili, si rimane sempre perplessi. Viene da mandarli a quel paese immediatamente. Puó darsi che questi segnali siano diffusi ad arte, oppure che siano fondati. Comunque vanno perlomeno discussi.
Riguardo al primo consiglio: in Grecia la chiusura delle banche ha fatto capitolare Syriza. La chiusura é stata ordinata e comandata a distanza dalla Banca Centrale Europea, che ormai ha giurisdizione e pieni poteri sovranazionali. Era successo a Cipro, é successo in Grecia, nessuno si é sollevato, quindi succederá ancora.
C’é dunque qualcosa di realistico nel consiglio numero 1. Non ci interessano qui i consigli per chi ha conti a 4 o 5 zeri, ovviamente: in genere non leggono il nostro sito e noi non scriviamo per loro. Ci interessa chi come noi di soldi ne ha pochi, ne ha bisogno per la vita di tutti i giorni, é obbligato dal sistema ad usare le banche dove arrivano stipendi e pensioni, ed é stato convinto dal sistema che la cosa migliore sia fare cosí, affidandosi ad un bancomat per ritirare quello che serve. E se poi alla fine del mese avanza qualcosa, si lascia in banca, cosí almeno non si spende.

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Sbagliato, il buon vecchio materasso é il posto migliore per tenere i soldi in questo momento, e visto che per la maggioranza non si tratta di somme ingenti, possono stare anche in tasca. Il posto meno sicuro per tenere i soldi in questo momento, sono le banche, perché potremmo non essere piú in grado di disporne.
Riguardi agli due consigli ognuno si affidi ai suoi principi. Quindi se il principio guida é quello della salvezza individuale, ci si affidi alle scorte di scatolette pasta e pelati in quantitá. Se é quello della solidarietá e dell’agire comune, sará meglio porsi domande differenti.
Domandiamoci che fare senza denaro, o senza mezzi di comunicazione. Discutiamo di possibili alternative, e pensiamo a come praticarle. Per gruppi, tra amici, insieme a organismi di base, o centri che agiscono sul territorio. Nel caso di una crisi finanziaria grave, che possa determinare politiche restrittive come la chiusura delle banche, che reti di solidarietá alternative esistono, o si possono costruire? Si possono scambiare beni su altra base che non sia il denaro? Si possono inventare sistemi di scambio alternativi, tipo monete comunitarie? Chi produce bene essenziali sul territorio? Chi li distribuisce? Esistono reti alternative? Come potrebbero funzionare nel caso di eventi simili?
Si tratta di aprire un terreno nuovo di analisi e discussione, che parte dalla presa di coscenza che gli stati mai come ora sono arrogantemente al servizio di interessi che con la cittadinanza hanno poco a che spartire. A questo stato di cose non esiste per ora una alternativa, e anzi, anche alternative vagamente promettenti, vedi Syryza, si squagliano come neve al sole. E’ un terreno arretrato di pura sopravvivenza? Certamente, ma ormai senza speranza di rappresentazione politica effettiva, forse é meglio evitare di ritrovarsi oltre che politicamente, anche socialmente isolati, depredati, e senza capacitá di reagire. Senza intenti umanitari o pietistici, si tratta di praticare forme diverse di relazioni, responsabilitá, gestione, che magari possono sancire anche un atto di resurrezione politica.

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Vale la pena di riflettere anche alla rete. Da anni si discute sull’onnipresenza della rete informatica, di come abbia soppiantanto lo scambio e il contatto interpersonale. Con l’introduzione degli smartphones, il problema ormai é profondo. Allora forse é importante ristabilire punti di incontro, luoghi, tempi per trovarsi e incontrarsi fisicamente, ed emanciparsi da messaggini, twitters e altre forme di pseudo comunicazione. Poi volendo ci si puó chiedere: se non ci fossero telefoni funzionanti, né network, dove andremmo? con chi cercheremmo di metterci in contatto? in che luogo? E se questo luogo non esiste perché non crearlo?

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