Attenzione Pericolo!

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I fatti di Francia ci mostrano la traiettoria di un attacco che é in direzione precisa e contraria agli interessi dei popoli Europei , mirato a ció che rimane dall’ autonomia degli Stati detti una volta sovrani.

L’11 settembre francese, come quello USA, é altamente simbolico : colpisce  il Paese elettosi a garante delle libertá intellettuali e lo fa in maniera feroce. Ne é seguita una risposta massiccia, che lascia trasparire, al dilá del lutto e della doverosa protesta contro azioni feroci e inqualificabili, la volontá e la capacitá di governi e potenti del mondo di capitalizzare sul terrorismo. Segue copione ormai consueto: le famose libertá intellettuali sempre piú erose, leggi per limitare libertá di espressione, specie sul web, militarizzazione dell’ordine pubblico, rafforzamento degli esecutivi  e manipolazione totale dell’opinione pubblica.

Il sospetto che le  manovre dell’impero in decomposizione siano in moto appare sempre di piu concreto.

La crisi economica che attanaglia USA e UE (nonostante economisti e pennvendoli di regime dichiarino il contrario) é anche una crisi di egemonia culturale alla quale si cerca di rispondere con la politica del caos. Non a caso si rispolvera un concetto pronto all’uso: lo scontro di civiltá di Huntington e Fukuiama, sempre efficace e funzionale alla strategia della tensione globale.

militari in strada

La possibilitá che questo attacco, che si sta consumando da anni nei vari Paesi destabilizzati o investiti da guerre sanguinose e devastatrici,  continui lungo un asse di percorso Europeo é ormai reale. La Francia aveva appena iniziato il riconoscimento dello Stato Palestinese e aveva pubblicamente dichiarato la sua volontá di mettere fine alle sanzioni anti-Russia.  D’altronde la trasformazione dell’Europa  in teatro di guerra é giá avvenuta con il colpo di stato in Ucraina e la guerra punitiva contro le regioni dell’ Est.

Ci sono ragioni sufficenti per temere che  la Grecia possa essere il futuro scenario di operazioni di destabilizzazione. La possibilitá che Syriza  ottenga un risultato eclatante alle elezioni del 25 gennaio e giunga a toccare i tasti di comando fa paura. Che Tsipras abbia ribadito la volontá di praticare soluzioni economiche alternative ai diktat della Troika fa paura. Che in Grecia si sperimenti una politica partecipata di cambiamento dei paradigmi  economici vigenti fa paura. C’é da aspettarsi tolleranza zero per un tentativo che rischia di stabilire un riferimento alternativo europeo e globale.

Con quale maschera la destabilizzazione si presenterá a reclamare i suoi tributi non é dato saperlo. Sappiamo comunque per certo che i media sono giá al lavoro per demonizzare, mobilitare, impaurire e delegittimare.  Sappiamo  che le strutture del mai smantellato “Stay behind”  o Gladio sono sempre in grado di agire. Sappiamo che la mano d’opera della destabilizzazione si arricchisce di nuovi elementi:  i sempre buoni all’uso fondamentalisti  islamici, ma ora anche la jiad nazista ucraina, armata e addestrata dall’occidente, battezzata sul campo con i massacri di Odessa e in Novorussia.

Se poi la sua faccia avrá aspetto diverso  il risultato sará lo stesso : un’Europa in ostaggio, i suoi popoli piegati e costretti a twittare e marciare al ritmo dei tamburi di guerra dell’impero.

ukraini

Per questo motivo chiediamo ai compagni e alle compagne e a tutti i non lobotomizzati di diffondere questo semplice messaggio di “all’erta”. Bisogna smantellare fin da subito ogni dubbio: quello che accadrá in Grecia nei prossimi mesi non sará casuale. Con Tsipras é in gioco la democrazia reale, il diritto dei popoli di decidere, rappresentarsi e elaborare politiche alternative; é una partita difficile che vede uno stato del Sud Europa, impoverito e marginalizzato, sfidare la potenza imperiale occidentale. C’é bisogno di  vigilanza, supporto e resistenza attiva contro il pensiero unico globale per prevenire, sventare, contrastare: deboli lo siamo in questo frangente storico, ma non fessi!

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