GLIFOSATO

documentario di Marie-Monique Robin

Un tribunale internazionale di eminenti giudici e avvocati ha presentato una causa contro la multinazionale Monsanto e il suo prodotto di punta, l’erbicida “Roundup”, contenente glifosato. Da anni il glifosato viene ritenuto responsabile di diverse malattie in tutto il mondo. Quattro testimoni di quattro Paesi raccontano questo “processo a Monsanto” del Tribunale Internazionale tenutosi nell’ottobre 2016 all’Aia. La sfida è quella di far riconoscere il crimine di ecocidio e di perseguire nei procedimenti penali le multinazionali le cui attività minacciano la sicurezza del pianeta. Sulla panchina degli accusati il “Roundup”, prodotto di punta della multinazionale Monsanto.
Il documentario di Marie-Monique Robin segue il processo, le storie personali e le testimonianze delle vittime, provenienti dagli Stati Uniti, dalla Francia, dallo Sri Lanka e dall’Argentina, che soffrono delle proprietà tossiche contenute nel glifosato. Nel frattempo questo killer di erbe continua ad essere commercializzato da molte aziende. Nel 2016, 800mila tonnellate di “Roundup” o di uno dei suoi generici, sono stati utilizzati nel mondo.

Lo Sri Lanka è il primo Stato al mondo a vietare glifosato in tutte le sue forme e l’Unione europea potrebbe introdurne il divieto esempio entro la fine dell’anno. In Svizzera il glifosato è tuttora permesso. Lo scorso 16 marzo 2017 il Consiglio nazionale ha infatti respinto un postulato dei Verdi che chiedeva una rivalutazione della pericolosità e delle autorizzazioni concesse a questo erbicida. Ma secondo il Dipartimento dell’economia, secondo le attuali conoscenze scientifiche, un tale intervento non si giustifica. Già lo scorso anno il Consiglio nazionale aveva respinto una petizione contro il “Roundup” presentata da diverse associazioni, tra cui Greenpeace e la Federazione dei consumatori francesi.

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