Francia,una Guerra Civile.

Francia, una Guerra Civile.

La Francia é in guerra, ma con se stessa.

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La politica neo-coloniale francese fatta di alleanze improvvide con Arabia Saudita e Turchia, e sudditanza al mentore di sempre, Israele,  e di finanziamenti e supporto militare ai gruppi jiadisti in Siria, finisce male. I terroristi che hanno messo a ferro e fuoco Parigi sono francesi. Da anni sono attirati in Siria da una campagna mediatica governativa furiosa contro il crudele Bashar Al Assad; l’esercito libero siriano, alimentato dalla Francia era una nefandezza anche prima di DAESH, i suoi miliziani cannibali si facevano filmare mentre mangiavano cuori di soldati siriani. I famosi miliziani moderati non sono mai esistiti, come hanno ammesso anche gli USA, che hanno speso milioni di dollari per armare e addestrare…4 o 5 militanti. Per anni questi gruppi hanno ricevuto aiuti, finanziamenti, armi e istruttori militari francesi.
Ora che le cose vanno male la madre patria francese si mette a bombardarli, il raid su Raqqa lanciato dal governo francese questo settembre era mirato per colpire un gruppo di jiadisti francesi. Un pentimento tardivo, che non tiene conto degli altri potenti attori, accaniti sostenitori della causa jiadista, che non intendono mollare l’osso siriano. E sottovaluta la rete jiadista europea, ben ingranata nel tessuto sociale francese e belga.
Il tentativo francese di inserirsi nel conflitto in Medio-Oriente e diventarne uno degli attori principali, francamente patetico sul piano internazionale ma tragico per i siriani che hanno avuto 250,000 morti nel conflitto, diventa un boomerang. Come preannunciato da Assad, l’Occidente pagherá per aver spalancato le porte dell’inferno in Siria; gli jiadisti battuti si rivolgeranno verso l’Europa.

French President Francois Hollande (C) visits the al-Masmak Castle in the Saudi capital Riyadh on December 30, 2013. Hollande and Saudi King Abdullah held talks on escalating tensions in the Middle East, with a focus on Lebanon and Syria, during a visit also aimed at boosting commercial ties.   AFP PHOTO/KENZO TRIBOUILLARD        (Photo credit should read KENZO TRIBOUILLARD/AFP/Getty Images)
Il paese con piú musulmani d’Europa, e con la piú forte destra nazionalista e xenofoba, si trova ora a combattere contro terroristi con passaporto francese. A farne le spese i cittadini francesi tenuti all’oscuro della politica estera criminale di Sarkozi, Hollande e Fabius, grazie a dei media complici, sordi, ciechi e muti. Ora si riscrive la costituzione, si limitano le libertá repubblicane; le differenze fra Fronte Nazionale e compagine di governo diventano pure astrazioni. L’ondata di profughi suscitata dalle guerre occidentali in Africa e Medio Oriente butta all’aria il continente.
Bombardare DAESH a Raqqa non ha piú senso, le sorti della guerra siriana sono cambiate dall’arrivo degli aerei russi, la no fly zone l’hanno imposta i russi e Aleppo non é piú nelle mani di chi voleva farne una provincia turca.
Alla Francia rimane un pugno di mosche, velenose, e ogni sua mossa rischia di scatenare un inferno di ritorsioni sul suolo francese, e versare il sangue dei cittadini innocenti, convinti di vivere in uno stato democratico, in realtá ostaggi e vittime sacrificali dei disegni neo-coloniali dei loro governanti. Ora non resta che bombardare i quartieri arabi delle cittá francesi, da dove sono partiti negli anni scorsi i giovani che andavano a liberare la Siria dal dittatore Assad.
La follia francese, una replica farsesca e fuori tempo del modello Bush-Rumsfeld-Cheney avrá ripercussioni su tutta l’Europa, che seguirá a catena la stesse politiche anti-libertarie. Fará comodo a tutti limitare gli spazi di manovra per le opposizioni, visto che la crisi economica é in corso e il modello Troika + Austerity traballa. Intanto il lutto e il cordoglio travolgono l’opinione pubblica; a Parigi si ripetono gli eventi di Ankara, di Beirut, dell’aereo russo precipitato nel Sinai, la guerra é arrivata fino al cuore dell’Europa, ce l’hanno portata dei governanti irresponsabili e impuniti. Come mostrato da Putin al G20, con tanto di fotografie dei convogli di DAESH carichi di greggio in transito sulle strade di Siria e Iraq, sono 40 gli stati che finanziano DAESH, e alcuni fanno parte del G20. Il gioco é ormai scoperto; la carta del fondamentalismo islamico, che si ripete sempre uguale dei tempi dei mujaiddin afgani, é arrivata al suo capolinea.

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Intanto peró nell’Europa finora al riparo dalla guerra, esportata altrove, nessuno é piú sicuro. Cittá e modi di vita cambiano per sempre, il nemico é fra noi, lo spazio pubblico si militarizza, quello politico si annulla. Una Francia imbarbarita, nonostante i proclami retorici dei suoi governanti, si trascina dietro l’Europa intera; solo dei cittadini coscienti, informati e solidali la possono salvare.

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