cracchiamo il sistema


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Quando la pratica si fa filosofia è musica per la politica.

E’ una storia americana ma oggi l’America è ovunque.

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L’idea di Ron Finley è salutare e degna di nota perché prendendosi cura del luogo dove abita prende cura di sé e di tutti noi.  Spontaneo e Situazionista con il suo gruppo inizia  a coltivare una striscia di terra vicino casa non perché è di moda. Il suo pensare è il suo fare, contagia e fa contagiare le persone che sino ad allora si incrociavano solamente o nemmeno si conoscevano, sviluppa rete di comunicazione gratuita di saperi e li trasmette nella pratica. Crea una rete di solidarietà reale. Riavvicina l’uomo alla natura e viceversa. Se lo chiami fatti trovare con una vanga non per una conferenza.

Nessun investimento economico inarrivabile, nessun mutuo d’accendere in banca, nessun prestito, nessun debito.

In un mondo dove spopolano programmi televisivi, riviste patinate e on-line, corsi, libri ed enciclopedie di cucina neanche fossimo tutti iscritti ad una grande competizione gastronomica mondiale, Ron Finley si accorge che il cibo è lotta di classe.

Facciamo la spesa dove possiamo comperando prodotti che a volte sarebbe meglio (non sempre c’è scritto) sapere da dove arrivano e in che modo sono coltivati, raccolti e trasportati.

Mangia ciò che coltivi.

Riprendiamoci il territorio spesso abbandonato dal Pubblico quanto dal Privato, aree libere, giardini, scuole, fabbriche, uffici, case, ecc..

Riprendiamoci la dignità del vivere meglio difendendo il luogo dove si vive, semplicemente  cambiando abitudini è possibile combattere la rapina e la spartizione del suolo pubblico da parte dei soliti palazzinari e dei politici collusi, il suolo è di tutti.

Questo è un esempio che potrebbe essere trasferito su tanti altri settori oltre a quello alimentare, mentale. ecologico a km 0. dal ristrutturare casa al ristrutturare il proprio corpo, la mente e lo spirito.

CHI A MILANO STA SEGUENDO QUESTA STRADA VICINO CASA TUA?

CERCALO O CONTATTALO SEMINA IL FUTURO DIFFONDI IL VIRUS.

Continuiamo a seguire l’evolversi della situazione italiana , Europea  e mondiale. Guardiamo cosa succede al movimento 5stelle, ai partiti, alle varie forme di aggregazione sociale, ai sindacati, alla confindustria, cerchiamo di capire cosa succede, chi è e chi rappresenta e cosa fa il nostro infinito presidente della Repubblica, chi tira i fili delle scelte, Mario Draghi o il Governo italiano, smascherati i controllori il re è nudo e anche la sua corte, ma alla fine cerchiamo singolarmente di salvarci dalle umane difficoltà di tutti i giorni cercando di non finire sotto le macerie che stanno crollandoci addosso. Nonostante ciò in Italia a sentire i media dell’informazione non succede nulla se non sporadiche azioni di singoli o piccoli gruppi di persone che hanno perso il lavoro. Perchè?

Non è da soli che troveremo l’uscita, costruiamo, progettiamo o semplicemente sosteniamo iniziative sul territorio.

Ecco perché la storia del giardiniere mi piace….

Ho visto ultimamente una foto del Sindaco di Milano che in tuta bianca cancella le scritte dai muri. Se ci sono le scritte sui muri di Milano è perché qualcuno deve dire: esisto…uno schizzo non è certo una poesia o un seme piantato, ma se hai pochi mezzi pratici e mentali per farti sentire per dire che esisti usi quello che hai, lo strumento meno costoso e semplice, quello più a portata di mano. Non credo sia solo un fattore di moda che comunque ci può stare ma di fronte al disagio anche uno schizzo sul muro ha un suo significato. E comunque non è togliendo lo schizzo che elimini il problema. Quale politica esprime oggi la giunta milanese di Pisapia? E come superare gli stalli?

Se gli spazi abbandonati che si occupano per sviluppare iniziative sociali si lasciano sgomberare e si vivono come antagonisti è anche perché la Proprietà Privata è la religione dominante.  Che fare?….In questi anni siamo stati attori e non solo spettatori sulla scena cittadina e abbiamo potuto sperimentare sulla nostra pelle le soluzioni delle varie amministrazioni susseguitesi, a problemi sociali rispondevano e rispondono ancora oggi con soluzioni poliziesche di ordine pubblico. Quante campagne elettorali giocate  sull’ordine pubblico mentre i Grandi signori dirigevano alla grande i beni pubblici.

Viva il disordine!

Non siamo turisti nella nostra città. Non viviamo li solo perché abbiamo trovato un lavoro o perché ci siamo nati. Siamo cittadini del mondo e in ogni luogo dove ci capiterà di vivere il nostro stile di vita ci seguirà e continueremo a pretendere una vita dignitosamente sostenibile.

A questo indirizzo trovate il filmato di Ron Finlley:

UN GIARDINIERE GUERRIGLIERO A SOUTH CENTRAL LOS ANGELES

http://www.ted.com/talks/lang/it/ron_finley_a_guerilla_gardener_in_south_central_la.html

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Prossimamente:

Prendendo spunto dalla lettura ( che non ho ancora fatto) di Collaboriamo di Marta Mainieri ed. Hoepli, dalla lettura dei vari siti che vivono in rete sull’argomento pensavo di iniziare una serie di interventi-confronti sul mondo del lavoro che non c’è e su quello che è successo sino ad oggi.

 

La signora Margaret Thatcher ha enunciato e praticato chiaro e tondo il discorso che non esiste una società ma esistono solo degli individui tagliando di netto il rapporto sociale fra gli uomini nella suo mondo ideale.

Trama del libro: COLLABORIAMO

Dalla casa all’orto, dalla macchina ai vestiti, dalle competenze al tempo, oggi in rete si condivide e si scambia di tutto. Sempre più persone si incontrano attraverso servizi collaborativi digitali come Airbnb, Etsy, TaskRabbit, RelayRides, ma anche gli italiani Prestiamoci, Fubles, Reoose, che eliminano l’intermediazione proponendo nuovi modelli di consumo e un nuovo modo di gestire il proprio tempo e il proprio lavoro. Tutti questi servizi, pur nella loro diversità, hanno un linguaggio, dei valori e delle modalità operative comuni e prediligono l’accesso al bene invece della proprietà, lo scambio invece dell’acquisto, la fiducia invece della diffidenza, la filiera corta come alternativa a quella lunga.

Questo libro aiuta a capire perché questi servizi nascono e hanno successo in questo momento, quali caratteristiche li distinguono e quali possibilità aiutano a sfruttare. Ricco di consigli per cogliere le opportunità che emergono dalla crisi, Collaboriamo! si rivolge a tutti coloro che lavorano nel mondo della cooperazione digitale, a professionisti e giornalisti del settore, al mondo dell’innovazione sociale e a giovani startupper, a direttori e consulenti marketing, perché possano capire questo nuovo modello commerciale. Ma è dedicato anche alle persone che utilizzano questi servizi e che desiderano sperimentare percorsi di consumo alternativi e modi differenti per uscire dalla crisi e trovare nuove fonti di guadagno o di risparmio.

 

In questo momento di crisi le vie del liberismo si trasformano, cercano idee alternative creative differenti riproponendole come nuovi modelli d’impresa. Quello che era solidarietà di classe cooperazione mutuo soccorso oggi diventa abbattimento di costi, aggregazioni mercantili che si esauriscono nella ricerca di una maggiore visibilità sul mercato delle merci alla perenne ricerca di un profitto personale.

Il superamento ed il confronto di questa nuova moda di prodotti e servizi con progetti politici antagonisti è una sfida interessante da coltivare.

Qui sotto alcuni esempi presi a caso dalla rete.

http://www.if-milano.com/portfolio-2/test-2/

http://www.economia-solidale.org

http://www.talentgarden.it/it/#!/home

http://www.millepiani.eu/form/

 

1 giugno 2013 lumpen-zito

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