Condannati, Liberati, Spariti…

 

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I 23 arrestati negli scontri sanguinosi del 3 Gennaio a Phnom Penh, quando la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti, facendo 6 morti fra gli operai tessili che protestavano, sono stati condannati  in questi giorni dal Tribunale di Phnom Penh. Ma  subito dopo la  condanna inflitta liberati, per non scontentare la grandi firme del tessile, GAP, H&M eccetera, che ancora cercano di far passare le loro attivitá in Cambogia come rispettose dei diritti del lavoro.

ferito

Per 9 di essi la liberazione ha significato la partenza immediata per la Thailandia per curare le ferite subite in Gennaio e mai trattate durante la prigionia e per accertamenti medici circa possibili lesioni subite nei pestaggi. In almeno un caso fratture multiple, necessitanti un intervento chirurgico, saranno finalmente trattate. Naturalmente il viaggio é a carico di una ONG dei diritti umani LICADHO

Ma c’é chi dagli scontri del 3 gennaio non é piú tornato e da allora é desaparecido. Khim Saphath, di anni 17, é stato visto portare via ferito, non si sa se ancora in vita, da un camion militare sul luogo degli scontri. Da allora la famiglia lo cerca invano, e temendo il peggio ha organizzato una cermonia funebre. Ma pochi giorni fa un consigliere comunale dell’opposizione in una localitá vicina ad una base militare ha consegnato dei resti umani ad un’organizzazione dei diritti umani.

fiamme

Secondo lui e secondo altri testimoni sul luogo, nei giorni dopo gli scontrio i militari sarebbero stati visti fare dei fuochi vicino alla base. Insospettiti alcuni abitanti hanno aspettato che le cose si calmassero e sono andati a scavare. Ne sono usciti dei resti bruciati e delle ossa. Il sospetto é che si tratti dei desaparecidos di gennaio.

desaparecido

 

Intanto nel paese rimane il divieto di manifestare, i sindacalisti al minimo tentativo di attivitá politica vengono arrestati per incitazione alla rivolta. Gli arresti, o i tentativi di arresto sono spesso condotti da paramilitari, guardie giurate al soldi dei proprietari della fabbriche. Vestiti di nero, con la testa coperta da caschi integrali, i paramilitari sono diventati un fatto normale e svolgono incarichi di ordine pubblico, aggredendo, picchiando e terrorizzando.

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ken loo

Photo:Coppia assortita di  maiali  Hun Sen Primo Ministro e Ken Loo Rappresentante dell associazione produttori tessili Cambogiana

La fabbriche tessili non sono il solo terreno di scontro. Una classe politica predatoria sta letteralmente spolpando la nazione. Il paese é attraversato da proteste di contandini, comunitá indigene, pescatori, gente che protesta per i milioni di ettari di terra dati in concessione a privati, membri della classe dirigente, compagnie locali e straniere, privandoli dei mezzi principali di sostenamento.

legno rubatoLe foreste cambogiane stanno sparendo ad una velocitá che non ha pari anche rispetto al resto dei paesi tropicali. Intere regioni sono ormai prive di alberi, compresi i parchi nazionali e le riserve naturali. La riserva di Virachey, nel nord est del paese, luogo sacro alle comunitá indigene e una delle piú vaste foreste primarie del paese, é presa d’assalto. L’esportazione di riso, nuovo business che dovrebbe trasformare secondo il governo, la Cambogia in paese esportatore di stazza mondiale, sta mettendo in ginocchio i piccoli produttori, il cui riso viene pagato al chilo 500 riels, circa 1/8 di dollaro.

legno rubato 2

La maggior parte dei contadini sopravvive mandando i figli a lavorare nelle fabbriche per pagare i costi di produzione, e indebitandosi col microcredito, che qui ha dei tassi di interesse del 3% mensile!

Con i soldi accaparrati vendendo il paese i ricchi cambogiani costruiscono condomini nella capitale, bar di lusso e locali alla moda ” spuntando come funghi; la rapace “borghesia compradora” parte all’ arrembaggio incurante della distruzione provocata.
La pazienza del popolo cambogiano é sicuramente grande, ma non infinita.

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