Caro Governo del “CAMBIA in PEGGIO”

Caro Governo del “Cambia-in-peggio”, ti riscriviamo…
Lettera aperta promossa dal Coordinamento nazionale No TRIV e dal Campagna Stop TTIP/CETA Italia

In occasione della marcia No TAV di oggi 27 luglio a Chiomonte, alcuni tra i movimenti sociali scesi in piazza a Roma lo scorso 23 maggio per il clima e contro le grandi opere inutili scrivono una nuova lettera aperta al Governo del “Cambianiente”, rivelatosi, in pochi mesi Governo del “Cambia-in-peggio”


Nel testo, associazioni e movimenti mettono condannano gli “ingiustificabili passi indietro rispetto alle promesse elettorali”: dalla finta moratoria sulle trivellazioni in mare all’approvazione di tutti gli accordi di libero scambio su cui l’Italia è stata chiamata a rispondere dall’Europa, dal tradimento del referendum sull’acqua pubblica fino all’assenso a grandi opere controverse come il TAP e lo sdoganamento dei pesticidi.
“L’inversione a U rispetto agli impegni presi – segnalano i firmatari – si è completata con il sì all’alta velocità Torino-Lione: un’opera che dovrebbe essere sospesa alla luce delle esigenze urgenti di riduzione delle emissioni climalteranti e del calo netto dei flussi commerciali sulla tratta”.

La lettera si conclude con quattro richieste: una rivalutazione delle politiche strategie per l’Italia; un audit sul debito pubblico; la valutazione di impatto integrata degli accordi commerciali e la bocciatura di quelli in attesa di ratifica; il rispetto dell’Accordo di Parigi sul clima.
“Noi restiamo unite e uniti nel ribadire la necessità di una svolta radicale e di una riconversione ampia e profonda del sistema economico e sociale del nostro Paese, che intendiamo realizzare con tutta la forza di cui siamo capaci”, conclude il testo.

Caro Governo del “Cambia-in-peggio”, ti riscriviamo…

Onorevole Presidente e Vicepresidenti,

Siamo gli autori della lettera del 23 maggio scorso, a Voi indirizzata a due mesi esatti dalla manifestazione che vide marciare oltre 100 mila persone per le strade di Roma per affermare il diritto delle donne e degli uomini di questo Paese ad una stagione di cambiamenti radicali nelle politiche economiche, sociali, climatiche ed ambientali, considerata la crisi che assedia l’Italia da troppi anni e sotto tutti questi aspetti.
In un crescendo di scelte sbagliate, avete fatto ingiustificabili passi indietro rispetto alle promesse elettorali: una finta moratoria sulle trivellazioni in mare, l’approvazione di tutti gli accordi di libero scambio su cui siete stati chiamati a dare il primo via libera in Consiglio Europeo (compresi i dannosi accordi con il Vietnam e i Paesi del Mercosur) fino all’assenso a grandi opere controverse come il TAP e l’accelerazione su tutti i progetti riguardanti gas e petrolio.
L’inversione a U rispetto agli impegni presi si è completata con il sì all’alta velocità Torino-Lione: un’opera che dovrebbe essere sospesa alla luce delle esigenze urgenti di riduzione delle emissioni climalteranti e del calo netto dei flussi commerciali sulla tratta.
Le politiche economiche nel complesso rimangono poco incisive e ambiziose: privilegiano alleanze con grandi gruppi un tempo criticati, tagliano spesa e investimenti pubblici proprio come rimproverato ai miopi governi precedenti, si inginocchiano ai vincoli UE e coprono con misure-tampone per i più poveri le cospicue regalie alle imprese e una nuova stagione di privatizzazioni, culminante nel mancato rispetto degli esiti del referendum sull’acqua pubblica del 2011.
A questo si aggiunge una politica interna ed estera improntata alla criminalizzazione della solidarietà e allo smantellamento di ogni esperienza di accoglienza e integrazione efficaci, in assenza di una decisa azione nelle sedi europee per politiche migratorie rispettose dei diritti umani e più adeguate ai tempi.

Da paladini del cambiamento e della Costituzione vi rivelate sintomi di quando grave e pervasiva sia la crisi morale e politica delle istituzioni repubblicane, proprio quando la crisi sociale, morale, ambientale e climatica del Paese richiederebbe capacità di tutt’altra statura.

Noi restiamo unite e uniti nel ribadire la necessità di una svolta radicale e di una riconversione ampia e profonda del sistema economico e sociale del nostro Paese, che intendiamo realizzare con tutta la forza di cui siamo capaci.

– Chiediamo un audit nazionale pubblico e partecipato per le politiche strategiche del nostro Paese, a partire da quelle industriali e ambientali, in cui discutere a partire dai territori e dai loro abitanti, dai movimenti, dalle organizzazioni dei lavoratrici e dei lavoratori, dei consumatori e della società civile, le vostre scelte incomprensibili e contraddittorie.
– Chiediamo un audit nazionale del debito pubblico, per chiarire nel merito i rilievi sollevati a livello europeo e nazionale, e consentire al nostro Paese la stessa agibilità accordata, ad esempio, a Francia e Germania e scegliere più consapevolmente le priorità di spesa pubblica a partire dal prossimo Def.
– Chiediamo una  valutazione d’impatto integrata nazionale, con una metodologia chiara e atti accessibili, degli accordi internazionali commerciali che l’Italia ha sottoscritto e intende sottoscrivere, e una azione politica chiara di inversione delle priorità attuali con gli strumenti della bocciatura delle ratifiche e del veto in sede europea.
– Chiediamo il rispetto dell’Accordo di Parigi contro i cambiamenti climatici, il rispetto degli impegni per la riduzione delle emissioni, per la riduzione dell’uso dei pesticidi e del Piano d’azione nazionale su impresa e diritti umani, verso una scelta chiara in favore della produzione clima-compatibile e circolare, le energie rinnovabili, la mobilità sostenibile, l’agroecologia.

Continueremo a fronteggiare con la serietà delle nostre analisi e la concretezza delle nostre proposte l’approssimazione e il malgoverno delle istituzioni italiane ed europee, con o senza di Voi.  

Campagna Stop TTIP/CETA Italia, Coordinamento nazionale No Triv, Abruzzo Beni comuni, Associazione Botteghe del Mondo, Attac Italia, Comitato Ex Convitto Monachelle (Rbc Metropolitani Napoli), Distretto rurale di economia solidale Parco Agricolo Sud Milano, Fairwatch, Reorient, Transform, Usicons, Yaku.

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