Assange! Ovvero il Nostro Futuro

Assange, ovvero il nostro futuro

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Ci dice una cosa sola la mancanza di attenzione dei giornali italiani sulla vicenda di Assange, una gigantesca operazione terroristica contro il diritto all’informazione. “Noi non faremo mai niente di simile, non aspettatevi da noi giornalismo di inchiesta, denunce delle malefatte del potere, e altre cose simili”. In effetti lo sapevamo gia’, motivo in piu’ per non perdere tempo con i media italiani, esistono per fortuna altri canali di informazione (per ora…in futuro non si sa!) con i quali bypassare il giornalismo italiano. Leggere un giornale italiano attuale e’ un po’  come dilungarsi sulle pagine di cronaca nera dei vecchi quotidiani, per soddisfare qualche istinto voyeuristico che e’ in tutti noi.

Ma se Assange non riguarda i giornalisti italiani, saldamente ancorati ai loro supercontratti (60,000 euro annui medi per i giornalisti dipendenti, https://quifinanza.it/info-utili/stipendio-giornalista-italia/239516/) riguarda invece tutti noi. Beh, forse non proprio tutti, essendo orami chiaro che una gran parte della popolazione vive in una realta’ parallela, dove immagini, messaggini, video, pubblicita’ hanno preso il posto di avvenimenti reali e congestionano la vita intellettuale, affettiva e sociale. In questa realta’ parallela le informazioni si accavallano senza alcuna gerarchia di importanza: arriva una bomba d’acqua nel week-end insieme alla guerra civile in Libia…In un mondo dove la mobilita’  sociale e’ stata azzerata, e anzi invertita, basta vedere le statistiche sulle nuove generazioni, la rete agisce come un sostituto effciente e indispensabile. La visibilita’ in rete sostituisce quella sociale, basta qualche foto, un video, i likes. Diventare un “influencer” e’ il nuovo traguardo sociale. Quindi che il mondo crolli pure, io saro’ li’ a postare i miei selfies e scrivere i miei twitter e emoticons in attessa della agognata valanga di likes. Una parte di popolazione mondiale, specialmente in occidente, si accorgere della fine solo perche’ saltera’ la connessione, e sara’ una amara presa di coscienza, non ci sara’ selfie finale da postare!

Assange e’ stato portato via dall’ ambasciata dell’ Ecuador in modo umiliante e degradante: avete mai visto un amministratore delegato o un politico indagato portato via ammanettato, tenuto a braccia e sollevato da terra da quattro monatti o poliziotti che si voglia dire? Dunque una messa in scena, l’uomo deve essere percepito come pericoloso e come un “underdog”, un emarginato, un niente sociale, che non merita rispetto. E questo e’ il primo aspetto, ma non da poco, perche’ le immagini sono terribili, e il colpo alla persona pubblica di Assange orribile.

Poi viene il resto, le colpe di Assange, la sua persecuzione, fino alle vicende ultime. Colpevole di aver fatto filtrare documenti terrificanti sui crimini di guerra USA in Afghanistan e Iraq, compresi video di esultanza e sadico divertimento durante l’uccisione indiscriminata di civili. Di aver spiegato come gli USA spiino il resto del mondo, inclusi capi di stato; di aver reso pubbliche la malefatte della Clinton e della sua cricca durante il suo mandato di segretario di stato, durante la campagna elettorale del 2008, etc. etc. e molto altro. Non si tratta solo di USA, ci documenti su Russia, Cina, altri paesi, ma chiaramente la portata delle rivelazioni sugli USA e’ debordante per quantita’ e per gravita’.

E’ il compito di un giornalista quello di indagare e informare, proteggendo le proprie fonti e assicurando l’accuratezza delle proprie informazioni. E’, se fatto come si deve, un ruolo scomodo: quante volte sentiamo tuonare contro stati e staterelli non occidentali che non rispettano il diritto all’informazione? Si tratta sempre di “regimi” altri, l’occidente, si sa, e’ il campione di tutte le liberta’.

Si e’ visto!  Assange e’ portato via dall’ Ambasciata dopo 7 anni di esilio, nel centro di Londra, e fuori non c’e’ una folla immensa a protestare. L’opinione pubblica occidentale e’ occupata altrove, della propria liberta’ all’informazione non si preoccupa, gli hanno detto che e’ illimitata, garantita, la migliore del mondo, e siccome vivono in un mondo di spot, ci credono e se ne infischiano.

Come finira’? Male, e’ chiaro. Ormai l’occidente e’ un in picchiata, un po’ come i Boeing  MAX 8, e sembra che i sistemi per rimetterlo in corsa siano esauriti. Gli USA minacciano la Russia, la Cina, l’Iran, il Venezuela, supportano le criminali megalomanie razziste israeliane, sono dietro all’aggressione ciminale dell’ Arabia Saudita in Yemen, continuano a fomentare la guerra senza fine in Siria, a proteggere ISIS e gli alti gruppi terroristi, e nel frattempo fanno la guerra economica a Cina e Europa. Solo per citare le crisi piu’ eclatanti, i morti contabilizzati, poi c’e’ il modello eoconomico-sociale-ambientale suicida, le ideologie neo-coloniali, la finanza criminale, le multinazionali, i media e la cultura spazzatura, etc. etc.

Se questa non e’ follia…In Europa sembra che nessuno se ne preoccupi troppo, cosi’ Assange, che invece di questa follia ci ha informati, viene portato via in quel modo.

Peccato, anche l’occidente aveva tra le tante pecche e colpe, le sue cose buone, e da occidentali ci siamo affezionati: i libri, l’arte, la musica, le citta’…la storia, le idee, le lotte, le rivoluzioni, le utopie. Ma la caduta avviene cosi’, quando si scivola verso il fondo e non ci si fa neanche caso.

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