Il CAROSELLO di Andrea Bellini: Felice Orsini

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Felice Orsini era un  “tombeur de femmes”. Nel senso specifico della parola. Visse, per mangiare, “aiutato” dalle più belle donne d’Inghilterra. Ovviamente quelle ricche e famose.

Era un militante complessivo.

Aveva deciso d’immolarsi alla causa Mazziniana. Ma la causa non aveva soldi. Quelli che c’erano, venivano usati per la stampa e la propaganda. Tutti gli anni quaranta, per Felice, se non ci fossero state le donne, sarebbero stati fame e fame. Era un uomo del suo tempo. Nel bene e nel male. Da giovane, sempre per questioni di donne, aveva infilzato una sciabolata  nel corpo di un povero ragazzo. Era stato un duello come tanti altri.

Ma la cosa, “politicamente pregevole” era stata la “democrazia “ dell’atto!

Mi spiego: Orsini era quasi un nobile e il “povero” era un ciabattino. Al tempo la “cogestione” non era neanche immaginabile. Bad Godesberg era anni luce lontana. Poi arrivarono gli onori. La repubblica Romana fece dei Mazziniani sopravvissuti dei miti. Come gli astronauti russi e americani ritornati sulla terra negli anni sessanta. Orsini, Garibaldi, Mazzini e i pochi reduci di quella avventura  (la più democratica dell’ottocento) non ebbero più problemi economici. Mazzini ebbe le possibilità di organizzare il primo partito moderno della storia.  Due strutture: una “pubblica” e una “privata”. Quella pubblica erano i giornali, le “cooperative operaie” di Manchester, il lavoro indefesso di Mazzini. Quella “privata” era la Banda Orsini.

Felice OrsiniFelice Orsini

Uomini e donne di tutta Europa ma principalmente degli staterelli italiani del tempo. Il suo “gruppo di fuoco” preferito era composto dai quattro fedelissimi che con lui erano riusciti a rompere l’accerchiamento dei francesi a villa Pamphili in Roma nel 1849.

Un lombardo, due veneti e un toscano. Saranno gli stessi che con Orsini respireranno l’aria pulita della vendetta. L’attentato anche se riuscì, non eliminò il cosiddetto imperatore. La sua carrozza, la prima blindata nella storia, riuscì a salvarlo. I Dittatori hanno sempre culo. I Mussolini, gli Hitler, i Pinochet sono passati indenni da numerosi attentati. Purtroppo! L’azione militare  fu organizzata nei minimi termini. Gli uomini entrarono in Francia da cinque punti diversi. Tutti con passaporti perfettamente contraffatti. Il Partito aveva lavorato bene!

Ma in una torta ci vuole la ciliegina. Ci volle la grande scenata. Tra decine di testimoni  il Capo e Orsini litigarono violentemente. Il Partito non poteva essere coinvolto. Ma Mazzini approvava.

Solo la storiografia, quella Cavouriana,  quella fascista e poi quella comunista, trasfigurò Orsini in un pazzo anarchico in ultima pentito. La lettera del cosiddetto pentimento era stata scritta da Mazzini in previsione di un fallimento. Orsini non si pentì mai. Obbedì. Come obbedirono i compagni comunisti durante la resistenza. Con coraggio affrontò la ghigliottina. Non era riuscito a eliminare chi aveva infranto il grande sogno della Repubblica Romana.

Morì con un grande dispiacere.

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