2014: Un Anno Vissuto Pericolosamente!


crociati antichi

Il 2014 resterá nella memoria (per chi ancora ce l’ha…) come l’anno del “caos organizzato” e della nuova guerra fredda. Una guerra fredda lanciata dall’impero USA e i suoi alleati contro la Russia, primo obiettivo, ma anche la Cina, e chiunque si opponga o voglia perseguire una politica autonoma e indipendente. Una guerra stracciona, e per questo piú pericolosa, visto che il sogno americano si é frantumato, quello europeo é ridotto in mutande, non ci sono frigoriferi, automobili, casalinghe in tacchi a spillo da sbattere in faccia a ai cittadini dell’”Est”, tagliati fuori dal consumo. Anzi il contrario: i media internazionali non controllati dall’Occidente informano ogni giorno i cittadini russi, cinesi e degli altripaesi non allineati su cosa succede in Europa e negli USA: quanti bambini vivono in povertá in Inghilterra, almeno 10 milioni, quanti cittadini USA soppravvivono con i buoni pasto, quasi un quarto della popolazione, oltre alla scomparsa della classe media, una volta invidiato e pasciuto caposaldo garantito da politiche sociali inarrivabili. Tutto finito, l’Occidente é povero, di mezzi e di idee, si sta sgretolando sotto il peso di una classe politica inetta, succube del sistema finanziario, che sopravvive solo grazie a media hooligans del sistema. Non fa invidia a nessuno, specialmente nei paesi emergenti. Dunque per imporre il proprio controllo, venuta a mancare ogni altra forma di egemonia, non resta che la forza. Scenario pericoloso.,
Non che il 2013 fosse stato un anno sereno: la guerra alla Siria era servita ad affilare le armi della classe politica e dei media, lanciati in campagne di demonizzazione senza freno. Il presidente USA aveva stabilito la sua linea rossa, la guerra chimica. Gli islamisti avevano subito ubbidito oltrepassandola; che siano stati loro a gasare i bambini e gli abitanti di Ghouta ormai é accertato. Politici e media occidentali avevano stretto i ranghi come previsto e tutti quanti insieme si erano apprestati a distruggere Bashar Assad. Dopodiché la via sarebbe stata aperta per una confrontazione con l’Iran, l’eliminizaione di Hezbollah, vincitore di Israele nell’ultima guerra in Libano e i progetti della grande Israele.
La Russia é intervenuta diplomaticamente, mettendo in campo il diplomatico piú capace che si sia visto sulla scena internazionale danni, Sergei Lavrov, negoziatore delle conferenze di pace e dello smantellamento delle armi chimiche siriane. Molto facilitato nel suo lavoro dalle gaffes a catena dei diplomatici occidentali, USA in testa. Ma soprattutto la Russia ha intercettato i missili USA lanciati verso Damasco, facendoli esplodere sul Mediterraneo. Un messaggio inequivocabile lanciato agli USA: la Russia ha i mezzi, l’intelligence e soprattutto la volontá politica per contrastare l’impero, ed é disposta a metterli in campo. Questo episodio ha segnato l’inzio della guerra alla Russia.La merenda era avvelenata…
L’Ucraina é uno stato cerniera fra Oriente e Occidente, attraverso cui passa il flusso di materie prime e commerci fra Europa ed Asia. Una posizione ideale per vivere di rendita, facendo rendere gasdotti e traffici, negoziando con entrambe le parti. Ma ha anche una classe politica marcia, frutto di anni di destabilizzazioni, rivoluzioni colorate e politiche predatorie. Un luogo ideale per lanciare la campagna di aggressione contro la Russia. Parte l’ennesima rivoluzione colorata, sul cui carro sale esultante la classe politica europea, un branco di lemming pronti a lanciarsi con istinto suicidario nell’abisso. A Maidan si ordisce il massacro, e il colpo di stato sovverte il paese il giorno dopo la firma di un accordo che acconsente a tutte le richieste della piazza controfirmato da tre potenze occidentali. “Fuck the EU”, dice la Nuland, che distribuisce merendine in piazza e sceglie il nuovo governo ucraino. Invece di subire anche questa volta la Russia reagisce strategicamente e fulmineamente: la Crimea, terra russa da sempre, ritorna alla madre patria. Le basi russe di Sebastopoli non finiranno in mano alla Nato. La mossa sbilancia e avvelena l’Occidente, impotente di fronte alla contromossa di Putin. Segue il massacro di Odessa e la guerra punitiva contro le regioni russe dell’Est, che si ribellano al nuovo ordine. Risultato: migliaia di morti, di sfollati, e la riapparizione del nazismo in Europa. Partono le sanzioni alla Russia, i media si scatenano in una guerra di veline, bugie e propaganda, avanzando in prima linea nonostante le smentite e gli sputtanamenti a catena. Le sanzioni contro la Russia, Fuck the EU, finiscono per danneggiare gli europei, ma di questo nessuno se ne cura. Non é ancora abbastanza: viene abbattuto l’aereo di linea Malese, le prime pagine si riempiono di titolo contro Putin e i suoi missili. Da parte sua la Russia sostiene le regioni dell’Est, che resistono alla marmaglia ucrainana.

_servi_della_gleba L’Ucraina ne esce a pezzi: ha rinunciato ad un patto con la Russia che le avrebbe garantito soldi e libertá di manovra per continuare a negoziare anche con gli europei, ed é entrata nel giro EU-NATO, dove non c’é nessun margine per politiche bilaterali e soprattutto dove non c’é una lira! A distanza di mesi l’Ucraina é in default, ha perso le regioni industriali del paese, e si ritrova con una masnada di monatti nazi e di oligarchi al potere. L’Europa non é messa meglio: ha perso un partner commerciale fondamentale, la Russia, e di fatto paga, come il popolo ucraino, i danni delle politiche USA. Ma cosí vanno le cose, e ormai é chiaro che non ci sono politici europei indipendenti dagli USA: l’ex comunista Mogherini dichiara dopo aver partecipato al primo meeting della Nato della sua vita: “..si é realizzato un sogno”…Complimenti!
Non basta. L’operazione anti-Putin non da i frutti sperati, anzi. Russia e Cina si alleano in un patto economico epocale, si assicurano supporto militare reciproco e sanciscono il loro controllo sull’Asia centrale. Un controllo che si fará senza dollari! Infatti tutti sanno che il dollaro é ormai carta straccia, é tenuto in piedi dall’apparato militare industriale e dalla banca centrale che stampa biglietti verdi a vagonate per supportate le banche.Nessuno vuole piú i bond USA; chi li ha accumulati ha il problema di disfarsene. Pian piano, perché non perdano valore. Cina e Russia non sono sole, ci sono i BRICS e tutti gli altri paesi del mondo che rifiutano ormai le politiche finanziarie del Fondo Monetario e vogliono emanciparsi dal dominio del dollaro.
Allora l’impero in via di sgretolamento ha un’altra idea geniale: far abbassare il prezzo del petrolio, con l’aiuto dell’Arabia Saudita, stato terrorista e motore principlae dell’estremismo islamico dal 1979, la guerra dell’Afghanistan, in poi. Il petrolio scende di prezzo, ma la scure si abbatte anche sui piedi di chi la maneggia: il fracking e tutta la bolla speculativa che si é sviluppata attorno crolla. Se sicuramente i paesi produttori di petrolio cone Iran, Venezuela e anche Russia, sono danneggiati dalla riduzione del prezzo del greggio, lo sono anche le produzioni occidentali, inglesi, norvegesi, USA, e le compagnie petrolifere mondiali. Ops…!
Allora si ricorre adun’altra tattica: l’attacco alla moneta russa, il rublo. Svalutazione lampo, che secondo i media occidentali mette in ginocchio Putin, gli toglie il sostegno popolare e apre la strada a una rivoluzione colorata nel cuore della Madre Russia. Niente da fare: non solo Putin ha il sostegno dell’80% dei cittadini russi, ma la Russia ha approfittato di questo anno di guerra per ristrutturare la propria economia, lanciare nuove alleanze, combattere la fuga di capitali, e si trova ora in una posizione di forza. Come annuncia Putin alla conferenza stampa annuale di quest’anno, ci saranno tempi duri, ma questo é il costo da pagare per una politica indipendente, che salvaguardi la Russia e impedisca al paese di diventare un burattino USA come gli altri stati europei. E tutti sono con lui; i capitali offshore cominciano a reintrare, i contratti con la Cina supportano l’economia, l’export energetico non subisce cali, e la discesa del rublo si ferma. Il gas si vende come sempre, e i dollari vengono cambiati in oro, il cui prezzo é tenuto basso dagli USA per impedire la fuga dal dollaro.
valdesiTutto quello che l’impero del caos fa per evitare la caduta gli si ritorce contro e avvantaggia la Russia; é il destino delle potenze in declino, che operano come se ancora controllassero tutto, mentre ormai molto gli sfugge di mano. Non paghi gli europei si oppongono al South Stream, il gasdotto che permetterebbe di alimentare in gas il Sud Europa senza passare dall’Ucraina, un progetto deciso anni fa per aggirare i ricatti ucraini e le perdite dovute ai loro maneggi. Anche qui, altro clamoroso autogol europeo: la Russia abbandona il progetto e fornisce gas solo alla Turchia: che il sud Europa si arrangi, o tratti con la Turchia. Il colpo é inaspettato, e l’Europa ora si affanna a cercare di ottenere gas direttamente dall’Azerbaigian, con poche speranze di successo. Anche perché nessuno ha i soldi per pagare le infrastrutture, come invece garantiva la Russia. La Turchia, alleato NATO, guidata da uno piccolo satrapo iroso e affetto da manie di grandezza, minaccia ora di entrare a far parte delle coalizioni centro asiatiche, almeno economicamente.
La Turchia dopo anni di sostegno logistico e militare agli islamisti in guerra contro la Siria ha ottenuto ben poco, anzi, si ritrova con una nazione curda in armi, riconosciuta internazionalmente, con cui sará sempre piú difficile fare i conti. L’impero USA tratta gli amici peggio dei nemici, si sa, quindi meglio guardare altrove e trovarsi delle vie di uscita. Ancora ops…Lo stesso dicasi degli alleati Sauditi e Israeliani, che hanno puntato tutto sulla spartizione della Siria e la guerra all’Iran e vedono gli USA ritirarsi da entrambi i fronti. Le loro ritorsioni hanno poche possibilitá di riuscita, ma certo non contribuiranno alla pace e alla stabilitá nella regione.
I Califfi in Toyota
L’impero reagisce al declino con il caos generalizzato. Dal nulla, in mezzo al deserto, invisibili a satelliti e intelligence mondiale, spuntano le colonne di Toyota nuove fiammanti del califfato. Una massa di assassini mercenari, addestrati congiuntamente da Arabia Saudita, USA, Israele e Turchia, che si impadronisce indisturbata di parte dell’Iraq e della Siria, sequestra i pozzi petroliferi della regione e coimincia a vendere petrolio. Dopo il fallimento della guerra alla Siria, dove Assad non solo é rimasto in piedi ma ha ricevuto il consenso della maggioranza della popolazione e continua ad eliminare terroristi e mercenari dai suoi territori, il califfato sovviene al bisogno di infiammare la regione. Morte e distruzione, in diretta televisiva, bombardamenti e truppe sul posto. Il tutto senza nessuna efficacia, stranamente.
Il terrorismo ritorna di moda: si spara e si uccide in giro per il mondo, specie nei paesi alleati USA, i piú guerrafondai, Canada e Australia. I bravi ragazzi che andavano a combattere il cattivo Assad non sono piú tanti bravi, hanno imparato a usare le armi, e toh…tornano indietro e uccidono sul posto. Il caos organizzato si generalizza, tutto fa brodo per ordire misure disicurezza imponenti, limitare le libertá, prepararsi a quello che dovrá per forza succedere in USA e Europa quando la crisi porterá al crollo del sistema finanziario.Le polizie europee e USA si trasformano in forze paramilitari, armate fino ai denti, violente e terroristiche. A Goteborg la polizia a cavallo carica e calpesta i protestanti, in Italia i manganelli sono al lavoro ogni due per tre, in USA si ammazza ogni giorno. Ecco a cosa servono i mercenari del califfo: la guerra al terrorismo diventa domestica, i terroristi sono fra noi, e per combatterli ci vogliono cybercop, da lanciare contro chiunque si muova.
C’é sempre chi approfitta del caos, come al carnevale di Rio, quando in mezzo alla folla festante si regolavano i conti. Israele lancia l’offensiva su Gaza, una guerra vera e propria, che fa migliaia di morti. Mal gliene incolse: non solo Hamas si difende e l’esercito israeliano non riesce a distruggere la struttura militare e la capacitá offensiva palestenise, come era successo in Libano, ma perde quel poco di credito internazionale che ancora gli era rimasto appiccicato addosso. Lo stato di Israele é esposto al mondo come potenza terrorista, coloniale e criminale; il suo esercito, una volta ritenuto invincibile nella regione, ne esce a pezzi. Ops…

barba +caneL’Impero del Caos…e suoi brillanti risultati
Non basta ancora: il caos deve imperversare. Scoppia l’epidemia di Ebola. Proprio attorno al centro USA che sperimenta armi biologiche in Sierra Leone. La popolazione furiosa lo assalta, sospettando a ragione che proprio da lí sia partita questa nuova e inusuale epidemia, che non si spegne da sola come le altre e che si trasmette diversamente. I media infuriano, i malati arrivano in USA e Europa, la contaminazione pure. Seguono giorni di terrore e caos. Tutto fa brodo. Segue silenzio…i media sono al lavoro su altro, dei 7000 morti di Ebola nessuno si interessa piú.
Intanto non si abbandonano le velleitá di riprendere in mano il cortile di casa, l’America Latina. Con la forza, come in Venezuela, a suon di campagne elettorali, come in Brasile, o con il corteggiamento, come con Cuba. Il Presidente USA piú mediatico e piú pericolosamente inetto della storia dichiara che le sanzioni non hanno funzionato contro il piccolo stato caraibico e quindi saranno abbandonate. Questo mentre firma sanzioni contro a Russia, che non é un piccolo stato, non é nei Caraibi, é il piú grande produttore di materie prime energetiche del mondo. Ops…

L’anno si chiude con l’attacco degli hackers nordcoreani al ministero della cultura USA, Hollywood! Un’operazione meditica da operetta, che serve a dare ancora un giro di manovella alla ruota del caos, questa volta verso l’Asia. Seguono minacce, sanzioni e ritorsioni. Non ci crede nessuno, salvo i media.
Bilancio di questo anno vissuto nel caos? La Russia ha sepolto ogni velleitá di convivere ed essere ammessa come partner in occidente. Si prepara a rispondere alla guerra, che sia economica o militare, con mezzi, strategie e capacitá nuove. La politica russa é difensiva, non aggressiva, e proprio per questo ancora piú temibile. Sul piano militare ha approfittato di quest’anno in cui sono saltate tutte le iniziative diplomatiche per rinnovare armi e esercito. Il messaggio é stato recepito, ha detto Putin alla conferenza stampa annuale, : “Contro di noi é stata scatenata una guerra, ma se l’occidente ci aggredisce, ci troverá pronti.” Lo stesso fa la Cina, militarmente ed economicamente: avrebbe dovuto trovarsi isolata dalle manovre di accerchiamento USA, la famosa politica del “pivot to Asia” e invece ne esce strategicamente rafforzata dal patto con la Russia, dalle iniziative dei BRICS, dalle politiche economiche comuni per liberarsi dei dollari e dalla nuova via della seta che include la Russia ma per sua scelta esclude l’Europa, e lancia l’Eurasia, sotto controllo russo-cinese, come il nuovo centro economico del mondo.
Gli USA escono da questo anno indeboliti sul piano economico, militare e minati fortemente sul piano egemonico. Il presidente USA ha perso credibilitá internazionale e negli stessi USA, e il suo stuolo di portaparole e consiglieri, qualificati dei media alternativi come delinquenti giovanili, si sono messi in mostra per la loro inettitudine, cercando di far passare, una conferenza stampa via l’altra, le ipotesi e le prese di posizione piú campate per aria e francamente insostenibili. Tutto lo staff del presidente é oggetto continuo di scherno e messo in ridicolo ogni volta che apre bocca, come quando sosteneva che le prove del coinvolgimento della Russia in Ucraina derivavano dai social media, e mostrava foto contraffate di carri armati russi in Novorussia. I commentatori economici USA continuano a scrivere che il sistema sta per crollare come un castello di carte, mettono in guardia risparmiatori e cittadini contro il flop prossimo venturo, mostrando grafici e statistiche sempre piu allarmanti. Alla ripresa USA, fondata su dati falsificati, e che vede crescere il lavoro nei settori precari invece che in quelli produttivi, nessuno crede piú.
L’Europa é semplicemente sulla strada del declino: come l’ultima leva di senatori romani, affondati nel lusso e nella corruzione, aspetta i barbari. Una cricca di politici peggio che mediocri, al soldo degli USA si é immolata sull’altare della NATO. Ma le forze in campo sono cambiate: la NATO possiede armamenti inadeguati, e soprattutto nessuno in Europa ha i mezzi per rinnovarle. Qualsiasi cosa schieri ai confini della Russia lo fa a suo rischio e pericolo, “fuck the EU”… La Russia ha armamenti nuovi che rischiano di polverizzare sul nascere le velleitá guerresche di stati come La Polonia, e i Paesi Baltici.
Le sanzioni hanno sanzionato l’economia europea, soprattutto il suo satrapo, la Germania, che ha perso investimenti e rilevanza all’Est. Il lavoro di anni per guadagnarsi l’entrata in Asia vanificato dalla Cancelliera suddita degli USA, alla quale forse qualcuno ha promesso un posto all’ONU, al Fondo Monetario Internazionale e in qualche altra carica di rilievo. Perché cosí va ormai in Europa, nessun politico sulla scena europea fa una politica di salvaguardia nazionale: l’interesse privato predomina su qualsiasi altra preoccupazione. Politici indipendenti dagli USA non hanno semplicemente la possibilitá di arrivare al potere, la macchina mediatica e l’intelligence sono pronte a rovesciargli addoso barili di fango, oppure altro se necessario. Staremo a vedere cosa succederá in Grecia, dove la possibilitá di un eletto alternativo é per ora la piú forte d’Europa.
straccione 2 computerIl rublo ha perso valore, ma anche l’euro, e la crescita sotto zero dell’UE insieme al fondamentalismo dell’austeritá non promettono un avvenire roseo. Specialmente di fronte alle nuove potenze economiche che si profilano. L’Europa é nuda, il suo mal riposto orgoglio di Musa egemone del pensiero e delle pratiche democratiche é finito nella spazzatura. Ha lasciato spazio all’ascesa nazista in Ucraina, che si sta espandendo. Il suo appoggio alla giunta ucraina la rende complice dei massacri di Maidan, di Odessa, dell’aereo Malese. C’e chi si é distinto nel supportare giunta e millizie naziste (rappresentanti del PD italiano, dei Verdi tedeschi). Se l’impero USA giustifica la tortura, l’Europa convive senza problemi con le croci uncinate, immemore della propria storia. Il tutto si svolge sotto gli occhi di una opinione pubblica mondiale meno drogata che in Occidente, che guarda, legge e ascolta altri media, non le marionette di CNN, BBC, Reuters e le loro filiazioni nazionali.
La classe media occidentale da pochi segnali di vita. Eppure sono proprio loro che potrebbero far cambiare lo stato delle cose. I lavoratori concepiti come classe operaia, sono sempre meno, sempre piú marginalizzati, mal rappresentati e non sono piú una forza decisiva per far cambiare politiche e strategie. Ci vogliono alleanze piú ampie, con settori che comprendano che in gioco c’é il futuro dell’Occidente e la sua trasformazione in terzomondo. Sará capace la classe media di esprimere contenuti socialmente innovativi e non regressivi? Si adeguerá, come ha sempre fatto, ai vari fascismi, nazismi e alle avventure guerresche piú catastrofiche? Oppure si svincolerá dalla sudditanza culturale che la vuole per sempre alla rincorsa delle elites, avida di seppellire il suo passato prossimo di classe subalterna e lavoratrice? Il secolo scorso ha sancito la sua ascesa, questo nuovo secolo sembra sancire la sua miserevole caduta: una meteora sociale autoreferenziale e inifluente, destinata a scomparire perché incapace di rappresentarsi e concepirsi autonomamente dal potere.

Cosa augurarsi per il 2015?
Sarebbe bello se il mondo riguadagnasse la ragione. Il Papa dice che tutti i cagnetti andranno in paradiso, e questo di certo consola; ha anche parole di condanna per la corruzione e la violenza e dice che il mondo manca di tenerezza. Ha ragione. Sarebbe bello se desse l’esempio e chiedesse scusa agli Argentini e all’America Latina in generale per il ruolo avuto dalla chiesa durante le dittature e i massacri! Darebbe un senso pratico alle sue parole.
Sarebbe bello se le nazioni piú ricche si dessero da fare per risolvere la crisi di Fukushima, tre reattori fusi il cui unico contenimento é dato alla censura dei media.
Sarebbe bello se si smettesse di pensare e imporre accordi obsoleti, ingiusti, forieri di disastri come il TTIP e il TPP, e si guardasse al resto del mondo come a dei partners con cui spartire quello che c’é, e non come dei polli da spennare con tutto quello che ne consegue.
Sarebbe bello tassare le multinazionali e investire in politiche sociali che sollevino la gente dai malanni della povertá, della precarietá, della mancanza di futuro. Perché la vita é giá spesso amara e dura di per sé, senza che ci si aggiunga l’ingiustizia e la violenza.
Sarebbe bello se l’informazione tornasse ad essere un mestiere degno e non un circo di pappagalli parlanti, con molte scuse per i pappagalli.
Sarebbe bello se finisse la guerra in Siria, tornassero a casa i profughi e avessere la possibilitá di decidere tutti insieme, i siriani, del proprio futuro.
Sarebbe bello se Arabia Saudita e Israele fossero giudicati per terrorismo, crimini diguerra e crimini contro l’umanitá e disarmati da qui in poi. Il Califfato sparirebbe, nascerebbe uno stato Palestinese, con Gerusalemme capitale, come dai dimenticati accordi di Oslo, con la possibilitá per i profughi di ritornare e vivere in pace.
Sarebbe bello se vincesse Tsipras in Grecia e desse impeto e energia a liste simili in Europa, per far cessare il suicidio collettivo dell’austeritá, e per svincolare i destini europei da quelli USA. Si potrebbe riparlare del futuro, e magari inventare un declino europeo piú nobile e meno sgangherato.
Sarebbe bello se quello che ha prodotto l’Ameica Latina in questi anni di innovativo e socialmente inclusivo trovasse rispondenza e ispirasse anche gli altri continenti. Vivir ben potrebbe diventare una politica non solo boliviana ma mondiale.
Sarebbe bello se la questione energetica fosse finalmente svincolata dalla speculazione finanziaria e geopolitica, per permettere politiche alternative, prima che il pianeta si arrabbi definitivamente e ci scacci via tutti con un solenne scrollone.
Sarebbe bello se gli USA…e qui non si sa cosa augurarsi; un periodo in quarantena, come i giocatori di rugby fallosi, messi per un po’ nel “sin bin” il cestino delle malefatte? Sarebbe bello se ci liberassero un poco della loro invadente e pervicacemente distruttiva presenza, e riflettessero fra di loro su dove vogliono andare, quanta schifezza vogliono produrre, mangiare, ascoltare, vedere, invece di spargerla per il mondo. E come vogliono governarsi, convivere, evolvere, o involvere. Su quanto danno hanno fatto finora nella loro brevissima vita di potenza mondiale, e su come ripararlo. Che prendano una pausa di riflessione e ci diano un po’ di respiro: give us a break please!

ZIO SAM POVERO

Questo articolo si basa principalmente sugli scritti di autori geniali come:

Pepe Escobar,  cui si deve il termine Impero del caos;

The Saker, il cui sito recentemente é stato allargato con un blog in Italiano

Thierry Meissen, il cui sito é tradotto in Italiano

e di altri autori che durante questo anno ci hanno aiutato a capire e trovare senso nel caos, su siti alternativi come RT, PressTV, Russia Insider, Telesur, Globalresearch, Popular Resistance, Washington Blog, Pandora TV per menzionare i principali.

Questo articolo di proposito non fa riferimento a qualsiasi sorta disottoprodotti o detriti culturali apparsi sui media mainstream.

 

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