11 Settembre: Cile – La fine di un sogno

bolAno

Quarant’anni or sono quanti di noi – studenti medi o giovani lavoratori – presidiavano le piazze italiane contro quel colpo di stato appena avvenuto e che avrebbe portato ad una dittatura durata ventisette anni, una delle dittature più dure dell’America Latina?

Da lì in poi i militari avrebbero agito con il massimo arbitrio perpetrando le crudeltà più efferate perseguitando e sterminando i sostenitori e simpatizzanti del governo Allende, giovani soprattutto.

La storia ha poi spiegato le cause e dimostrato le responsabilità di quella tragedia, così come solo la Storia sa fare e non c’è altro da aggiungere a quanto già è noto.

 

Di nuovo, ma solo perché uscito di catalogo e recentemente ripubblicato in una nuova traduzione, un racconto su quei giorni di Roberto Bolano, classe 1953, uno che i fatti li aveva vissuti in prima persona.

Dotato di notevole talento letterario, con la sua ‘Stella distante’ ci riporta ai giovanili ardori di un sogno, quel sogno di ragazzi – e non solo cileni – che allora avevano dai diciassette ai ventitré anni:

‘La maggior parte di noi (…) parlava molto: non solo di poesia, ma di politica, di viaggi (che nessuno allora immaginava che sarebbero stati come poi sono stati), di pittura, di architettura, di fotografia, di rivoluzione e lotta armata; la lotta armata che ci avrebbe portato una nuova vita e una nuova epoca, ma che per la maggior parte di noi era un sogno, o, più precisamente, la chiave per aprire la porta dei sogni, gli unici per cui valesse la pena vivere. E anche se sapevamo vagamente che i sogni spesso si trasformano in incubi, non ci importava’.

Queste sono le premesse di un racconto nel quale Bolano introduce in quell’universo  i suoi personaggi, per lo più giovani diventati poi desaparecidos ed un’altra figura, invece, tanto affascinante quanto improbabile, incerta al punto da far dubitare perfino della sua esistenza, ma che nella realtà impersonifica il torturatore, l’assassino, l’orrore. Ed è attraverso le sue immaginarie (o vere?) imprese che Bolano descrive le atrocità del periodo e la barbarie della dittatura.

 

(Flos)

 

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